Ciclismo

La prova del nove

di Severino Piacquadio

  • 23.09.2013, 14:05
  • 4 maggio, 11:57
Il podio di Lugano

Il podio di Lugano

  • AP
Di: RSI Sport 

Il Mondiale è la prova del nove. Nel senso “gergale-matematico” del termine, lo è per i corridori che ambiscono a entrare nella storia del ciclismo. Si svolge (da qualche tempo) il nono mese dell’anno. Si corre in nove (se si è una nazionale con molti punti nella classifica UCI). E soprattutto, sono nove i Mondiali che ho seguito sul posto. Ogni edizione ha depositato nella mente un ricordo, non necessariamente legato alla corsa.

1996 - LUGANO – L’ovazione la sera dopo la corsa al capannone delle feste del Monte Ceneri per l’ingresso di Oscar Camenzind, gregario instancabile e fidato di Mauro Gianetti. Adottato dal Ticino ciclistico.

1998 – VALKENBURG – La prima medaglia d’oro di Fabian Cancellara. A 17 anni. Ovviamente a cronometro. Ovviamente con i colleghi italiani che nel dopocorsa trasformano l’oro svizzero in oro tricolore, viste le origini del padre.

1999 – VERONA – Al mattino in ricevitoria l’inviato RSI investe 20mila lire su Markus Zberg vincitore. Lo danno 1 a 30. Incasso possibile: 600 mila lire. A un chilometro dalla fine restano in nove, Markus Zberg c’è ed è sulla carta lo sprinter più forte. Ai 400 metri parte Oscar Freire. E non lo prendono più. È l’inizio di una carriera epica per Oscarito, ed è nello stesso istante la fine brutale della ricevuta cartacea della giocata, strappata in mille pezzi.

2000 – PLOUAY – Patrick Calcagni ha 23 anni. È appena passato professionista. È selezionato. Ha appena saputo che sarà riserva. Serve un colpo positivo al morale un po’ abbacchiato. Serve fargli fare serata. A Plouay. Sarebbe come tentare di fare serata a Bellinzona di questi tempi. Mission impossible. Ragazzo più abbacchiato di prima.

2001 – LISBONA – Nicole Brändli è prima nella gara a cronometro. Ha 22 anni. Sul percorso c’è ancora Jeannie Longo. Che potrebbe essere sua madre, quasi 43enne. All’arrivo, i minuti e i secondi sono identici: 29’08”. Ma ballano 4 decimi, a vantaggio della vegliarda. Nicole riuscirà negli anni seguenti ad essere comunque…. Felice. *

2008 – VERONA – C’è fibrillazione, la domenica, giorno della gara dei professionisti. Bjarne Riis, generale manager della CSC, ha convocato una conferenza stampa. Nessuno più segue la corsa, tutti si arrampicano verso Villa Ponti, sudando e sbuffando, sotto il sole di mezzogiorno. Un suo corridore alla CSC, Franck Schleck, è accusato in quelle ore di aver versato soldi a Fuentes. Un altro suo corridore di punta del passato, Ivan Basso, aveva confessato il proprio coinvolgimento nell’Operacion Puerto. Lo stesso Riis, che aveva ammesso l’uso di Epo ai tempi del Tour vinto da corridore nel 1996, è nel mirino degli inquirenti. Si pensa a una confessione che avrebbe strascichi pesanti, forse anche per Cancellara, che corre per la squadra di Riis e che a Varese non c’è dopo gli exploit ai Giochi di Pechino. E cosa fa Riis? Con un sorriso beffardo, e dopo aver fatto montare ad arte l’attesa, annuncia l’accordo con un secondo sponsor per la stagione successiva. La strafottenza fatta a persona.

2009 – MENDRISIO – Conferenza stampa il giorno prima della cronometro. Fabian Cancellara sta per iniziare a parlare, mentre fuori si scatena un temporale. Un tuono fragoroso precede di una frazione di secondo la sua prima dichiarazione. Certi segnali sono più che presagi, sono certezze.

2011 – COPENHAGEN – Sala stampa dopo la corsa. Marc Cavendish sta per concludere la conferenza stampa ufficiale, i giornalisti radio-tv stanno per lanciare l’assalto al neo campione del mondo seduto al tavolo. Il Cavendish della categoria è l’inviato RSI, che piomba per primo faccia a faccia con lo sprinter. Domande e risposte in italiano (visti i trascorsi toscani del velocista). Parte l’insurrezione della decina di colleghi britannici. Il Cavendish giornalista resiste alle spinte e alle gomitate dei colleghi-avversari, il Cavendish ciclista alle spinte e alle gomitate è abituato, non da fermo ma a sessanta all’ora. L’assalto non lo scompone neanche un po’. E risponde calmo calmo in italiano. Piccole soddisfazioni da inviato.

2012 – MAASTRICHT – Il nuovo look (forzato dalla calvizie) dell’inviato RSI crea equivoci ai limiti dell’imbarazzo. Per tutti gli appassionati di ciclismo della zona (olandesi e belgi), il sottoscritto è Paolo Bettini. Con tutto il rispetto, una botta all’autostima.

* Felice Puttini, compagno nella vita e in affari di Nicole Brändli.

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