Di Giancarlo Dionisio
Lungi da noi il voler parlare difficile a tutti i costi. Nel titolo volevamo semplicemente dire che la vittoria di Silvan Dillier, sul traguardo delle Terme Luigiane, fa un gran bene al ciclismo svizzero. È come un balsamo che scaccia fastidi e dolori ad un movimento che avrebbe potuto patire il contraccolpo dovuto all'uscita di scena di Fabian Cancellara, il mega campione che per oltre dieci anni ci ha portati di peso sulle vette più alte del ciclismo mondiale.
Invece i ragazzi hanno reagito bene. Lo hanno fatto con il "vecio", Michael Albasini, che a 37 anni non finisce di stupire ed ha dato il LA vincendo una tappa ai Baschi e al Romandia, entrambe corse World Tour. Lo hanno fatto col "giuvinott", il 23enne Stefan Küng, che ha conquistato un successo sulle strade romande al termine di una fuga per uomini duri.
Certo, mancava la vittoria col botto, in una delle grandi corse del calendario. Eccoci serviti. Silvan Dillier ha colmato la lacuna con un numero di alta classe in 3 mosse.
1. Nel prendere la fuga in un contesto in cui al mattino sono almeno in 150 a provarci.
2. Nell'alimentarla con saggezza, soprattutto negli ultimi 50 km, quando il gruppo ha inserito l'overdrive.
3. Nel gestire con grinta la volata brutale sullo strappo conclusivo, riuscendo a resistere al ritorno di Jasper Stuyven, che è uno dei finisseurs più temibili. Al Giro d'Italia, la bandierina rossocrociata mancava da 7 anni, da quando Johan Tschopp si era imposto sul Tonale davanti a Cadel Evans e Ivan Basso. Ora non resta che sperare che il prossimo intervallo sia più breve. Ma il ciclismo svizzero dimostra di essere vivo, quindi perché no?
Le dichiarazioni di Silvan Dillier (Rete Uno Sport 11.05.2017, 17h30)
RSI Sport 11.05.2017, 19:44
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