HOCKEY - NATIONAL LEAGUE

Al Lugano non basta il cuore, lo Zurigo si prende il break

I Lions si impongono pure in gara-2 per 5-4 e allungano nella serie

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Ora si fa dura

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bandiera

4 - 5

1-3

1-2

2-0

bandiera

Lugano

Zurigo

  • 6'

    E.Emanuelsson

  • 31'

    Morini

  • 42'

    J.Peltonen

  • 58'

    Fazzini(PP)

  • 8'

    Frödén(PP)

  • 17'

    Frödén

  • 19'

    Kukan

  • 34'

    Baechler

  • 38'

    Andrighetto

Di: Diego Medolago 

Non è bastata al Lugano una prestazione tutta cuore per venire a capo del rebus Zurigo. I bianconeri sono stati sconfitti per 5-4 anche in gara-2 e sono ora sotto 2-0 nella serie, costretti ad andare a vincere due volte alla Swiss Life Arena per provare ad avanzare al prossimo turno. Esattamente come due giorni fa gli uomini di Mitell non hanno demeritato, ma gli ospiti hanno dato prova di un cinismo e una capacità di sfruttare i momenti topici che al momento i ticinesi non possiedono. La differenza tra le due squadre, sul ghiaccio, sta lì: Thürkauf e compagni dovranno ripartire dal terzo tempo di stasera, per provare ad allungare la serie e minare le certezze dei due volte campioni in carica.

Sostenuto dal proprio pubblico e con la stessa formazione di sabato sera, il Lugano ha provato subito ad aggredire i Lions e, superata un’inferiorità numerica, ha trovato la prima rete della serie con Emanuelsson, pronto da sottomisura a finalizzare il gran lavoro di Carrick. Vantaggio durato solo un paio di minuti, perché al secondo powerplay lo ZSC hanno colpito con Frödén al termine di una bella azione corale. I ticinesi non hanno subito il colpo e, dopo qualche cambio di assestamento, hanno messo le tende nel terzo zurighese, andando vicini al 2-1 in un paio d’occasioni. Ma ad andare in gol sono stati ancora gli ospiti, punendo con cinismo in contropiede ancora con Frödén. Rete, questa sì, che ha fatto vacillare i padroni di casa, puniti ancor prima della pausa dal polsino mortifero di Kukan, con la sirena di fine primo tempo arrivata a salvare i sottocenerini come la campanella in un ring di boxe.

Riordinate le idee, il Lugano ha ricominciato a spingere per rientrare in partita profondendo il massimo sforzo nei primi 10’ del secondo periodo e - dopo alcuni grandi salvataggi di Hrubec - trovando il meritato 3-2 sul finire di una superiorità con Morini. Nel momento migliore dei bianconeri però nuovamente lo Zurigo ha dimostrato tutta la sua concretezza, con Baechler e Andrighetto che hanno approfittato delle maglie larghe della difesa di casa per portare a +3 il divario tra le due squadre. Senza più nulla da perdere il Lugano ha iniziato il terzo periodo all’arrembaggio, colpendo un clamoroso palo con Sekac e trovando il 5-3 con Jasper Peltonen. È così iniziato un vero e proprio monologo, che ha visto più volte i padroni di casa andare vicini al punto che avrebbe definitivamente riaperto la contesa. Punto che è arrivato a poco più di 2’ dal termine con la classica sassata di Fazzini in powerplay, ma la rimonta - nonostante una clamorosa occasione per Sanford - non si è concretizzata.

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