di Omar Bergomi
L'Ambrì si prepara ad affrontare il Davos arrivando da un'ottima vittoria ottenuta contro il Ginevra, dove si è vista una squadra soprattutto molto solida in difesa, come ha sottolineato anche Michael Ngoy: "Siamo molto contenti, non incassare gol poi fa sempre piacere. La nostra forza è il gioco in zona difensiva, se facciamo bene lì abbiamo piu chance di vincere".
L'importante è trovare continuità, se ci riusciamo a lungo termine ci ripagherà
Contro le Aquile i biancoblù si sono riscattati del brutto ko a Rapperswil, mostrando quindi molto carattere e un atteggiamento positivo. Quello che manca ora è trovare la giusta continuità: "Sì, la cosa più difficile è trovare la costanza. Non vogliamo fare una partita buona e poi subito una brutta, perdere si può, ma è la maniera che cambia. E col Davos vogliamo cominciare come contro il Ginevra". La sfida con i grigionesi è importante anche per la classifica, visto il vantaggio di un solo punto rispetto ai leventinesi, ma il 39enne preferisce non darci peso: "Non vogliamo pensarci. Lo avevamo detto anche con il Rapperswil e poi abbiamo visto com'è andata. Siamo solo a metà stagione e ci sono tanti punti, vincere o perdere in questo momento non è decisivo, quello che cerchiamo è la continuità".
Nelle ultime tre sfide in casa l'Ambrì ha ottenuto tre vittorie pesanti con Friborgo, Zurigo e Ginevra. Anche senza pubblico la Valascia resta quindi un punto di forza: "Qua ci sentiamo a casa, ci alleniamo tutti i giorni e anche quando giocavo a Friborgo sapevo che venire su questa pista era sempre difficile. Sappiamo che qui riusciamo a mostrare la nostra identità, speriamo di riuscire a farlo anche fuori casa". Ora vi aspetta un tour de force con ben 8 partite in 16 giorni: "Siamo preparati per questo. Non nascondo che non sia facile, ma il coaching staff ci permette di prepararci nelle migliori condizioni possibili".
Abbiamo lavorato molto d'estate per essere pronti a periodi come questo, certo una piccola pausa sarebbe comunque benvenuta
In una difesa come quella dell'Ambrì piena di giovani e anche di giovanissimi (vedi Pezzullo e Pastori), Michael Ngoy è un punto di riferimento? "Spero di sì. Provo a dimostrare che se sono qui a 39 anni non è per niente. Mi vedono ancora lavorare tanto in palestra e sul ghiaccio e per me è un piacere dimostare che il lavoro ripaga. Il talento non è tutto, c'è chi l'ha avuto ma poi non è riuscito ad andare avanti, io faccio di tutto prima per me stesso, ma anche per mostrare ai giovani che posso essere un esempio".
NL, l'intervista a Michael Ngoy (14.01.2021)
RSI Sport 14.01.2021, 16:35
