Dopo il Canada, gli Stati Uniti. Il compito? Replicare la prestazione di due giorni fa sul piano difensivo, provando ad essere ancor più presenti davanti e ad incidere sottoporta. E la Svizzera sull’arco dei 60’ ci è anche parzialmente riuscita (21 i tiri scagliati, rispetto ai 6 di sabato), ma il gol avversario siglato in apertura da Winn (6’04”) ha complicato i piani contro una squadra, quella statunitense, che rappresenta la seconda grande forza di questa Olimpiade. Il 5-0 finale appare allora come fin troppo severo per quanto offerto dalle ragazze di Colin Muller, che perlomeno una rete l’avrebbero meritata anche per il coraggio portato sul ghiaccio.
Detto del punto incassato quasi a freddo, le rossocrociate hanno dato vita ad un inizio di partita in cui hanno concesso un po’ troppo facilmente lo slot alle americane, senza tuttavia disdegnare più puntate in attacco ad immagine di Vey (che ha pareggiato il conto dei ferri) e registrandosi davanti ad un ottima Brändli con il passare dei minuti. Tant’è che per il raddoppio americano, risultato fondamentale per incanalare definitivamente la sfida, ci è voluto una sfortunata deviazione di pattino nella propria porta di Wetli su tocco di Dunne (34’08”). Le elvetiche, come nella sfida contro il Canada, sono poi calate nel terzo periodo, incassando tre marcature (Bilka, Carpenter e Harvey) tra il 41’17” e il 47’42”.

Milano Cortina 2026, il servizio su Svizzera-USA (Studio olimpico 10.02.2026)
RSI Sport 10.02.2026, 00:01
Milano Cortina 2026, l’intervista a Nicole Vallario (10.02.2026)
RSI Sport 10.02.2026, 00:06
Milano Cortina 2026, l’intervista a Lena Marie Lutz (10.02.2026)
RSI Sport 10.02.2026, 00:05



