dall’inviato Piergiorgio Giambonini
MINSK Andres Ambühl è uno che il suo allenatore e la sua squadra non li “tradisce” mai. Lui, figlio di contadini della splendida Sertigtal di Davos, è cresciuto con un’etica del lavoro duro e quotidiano che non è cambiata di una virgola col diventare discatore professionista, col vincere cinque titoli e con l’accumularsi di partite e Mondiali in maglia rossocrociata. Lui, Andres Ambühl, è uno che sul lavoro – e dunque sul ghiaccio – dà sempre tutto quel che ha da dare, e che non cerca scuse.
Uno che alle parole preferisce di gran lunga i fatti, e che quando si prende un impegno lo porta fino in fondo, anche quando gli succede quel che gli è successo durante quel suo inverno nordamericano, nel 2009/10, affrontato a 26 anni con qualche speranza di NHL e subìto invece in terza e quarta linea in AHL. Ma è stata un’esperienza utile e profonda anche quella, e quand’è tornato in Svizzera ha ripreso il discorso esattamente dove lo aveva interrotto, ed è tornato ad essere quello che era, prima nei tre anni trascorsi a Zurigo, e poi di ritorno a Davos.
Quello rossocrociato è invece un discorso che Ambühl, classe 1983, non ha mai interrotto: questo è il suo 11° Mondiale consecutivo, più tre Olimpiadi. E le sue presenze in nazionale la scorsa settimana hanno superato quota 200. “Se non me l’avessero detto i giornalisti, non me ne sarei probabilmente accorto – racconta l’attaccante grigionese, autore contro il Kazakistan del suo primo gol qui a Minsk – Non sono queste le cose che contano in questi giorni: preferirei di gran lunga avere qualche punto di più in classifica…”. Di questo traguardo il numero 10 rossocrociato ha comunque di che essere orgoglioso, perché è il frutto di una carriera nel segno dell’affidabilità, della qualità e della continuità. “Certo fa piacere, e sono davvero tante 200, ma non so che altro dire, se non che spero di giocare ancora un paio nei prossimi anni…”.
Lui è fatto così, appunto: protagonista vuole esserlo sui pattini e non alla ribalta mediatica. Perché parli di questa sua lunghissima avventura rossocrociata occorre insomma stuzzicarlo, e allora racconta che “l’esordio fu all’Hallenstadion di Zurigo, contro il Canada, e mi ricordo che ero molto giovane e anche molto nervoso nel ritrovarmi nel mezzo di tanti giocatori più vecchi e più esperti di me…”. Era il novembre del 2003, e quella sera, per la cronaca, il 20enne Ambühl (il cui idolo di gioventù, dice, “era Pavel Bure, poi crescendo ho cercato più che altro di prendere il meglio da ogni giocatore di quei livelli…”) venne schierato da Krueger come 13° attaccante, e la selezione canadese di LNA sconfisse per 2-1 la Svizzera con una rete e un assist di Hnat Domenichelli.
Quella fu dunque la prima di ormai 200 e passa partite di Andres Ambühl in maglia rossocrociata, e di lì a pochi mesi arrivò anche il suo primo di, come detto, 11 Mondiali consecutivi. “Quello di dieci anni fa a Praga lo ricordo con particolare piacere, com’è sempre il caso per le prime volte, ma anche perché lo si giocò abbastanza bene fino ai quarti di finale… Il massimo è poi stato ovviamente Stoccolma, ma questo è ovvio…”. Dieci anni di nazionale, e un’evoluzione dell’hockey anche rossocrociato che il davosiano ha vissuto in ogni suo aspetto, sempre e comunque presente, non importa quanto lunga o esaltante o sfiancante fosse stata la stagione con il suo club.
Dieci anni durante i quali molte cose sono appunto cambiate, “a cominciare – dice Ambühl – dal costante aumento del numero di giocatori di livello internazionale: quando ho iniziato io, i candidati a un posto per i Mondiali erano una trentina, oggi sono il doppio…”. Ma che fossero 30 o che siano 60, Ambühl il suo posto se lo è sempre garantito, anche perché non ha mai avuto nemmeno per un attimo l’intenzione di mollarlo.
I “top 10” rossocrociati: 1. Seger 303 selezioni; 2. Rüthemann 270; 3. M. Plüss 239; 4. Jeannin 236; 5. Steinegger 219; 6. Kölliker 213; 7. Vauclair 210; 8. Ambühl 202; 9. Pavoni 199; Jenni 196.
Il servizio con Andres Ambühl (Rete Uno Sport 19.05.2014, 07h20)
RSI Sport 19.05.2014, 14:45
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