Sono passati pochi giorni dall'arrivo dei due nuovi allenatori di Ambrì Piotta e Lugano, che subito hanno dovuto guidare le loro squadre attraverso un weekend difficile. Entrambe hanno raccolto la metà dei punti disponibili, mostrando segnali positivi, ma anche le vecchie cattive abitudini. Il Lugano ha vinto senza convincere venerdì contro il Langnau, prima di uscire sconfitto dalle Vernets 24 ore più tardi. L'Ambrì Piotta ha costretto il Friborgo alla prima sconfitta casalinga della stagione, prima di soccombere in casa il giorno dopo contro il Bienne (conquistando un solo punto), dopo aver guidato a lungo la partita.
Sono i leventinesi ad aver mostrato i segnali più incoraggianti dopo il cambio di guida tecnica. La squadra di Kossmann ha beneficiato anche della ritrovata vena offensiva di Alexandre Giroux, così come della crescita realizzativa di Inti Pestoni. Ora che è rientrato anche Adam Hall a completare la loro linea, ecco che questo terzetto torna ad essere un potenziale elemento trainante della squadra.
Per entrambe la classifica piange, ma è forse il Lugano ad essere maggiormente in difficoltà. La squadra di Shedden ha vinto venerdì grazie a Elvis Merzlikins e all'incapacità di segnare dei tigrotti, mentre ha perso sabato nonostante il portiere lettone abbia di nuovo fatto gli straordinari. La confusione e l'insicurezza regnano sovrane e sono perfettamente rappresentate dalle prestazioni di basso livello offerte da quello che dovrebbe essere il primo centro del Lugano, Tony Martensson. Lo svedese è ancora un oggetto misterioso e la pazienza, anche con lui, non potrà essere eterna.
L'analisi dopo la 19a giornata

