Hockey

Certe cose accadono solo nelle fiabe

Il trionfo del Davos: magica realtà o reale magia?

  • 13.04.2015, 11:48
  • Ieri, 14:18
Un gruppo vero

Un gruppo vero

  • Keystone
Di: RSI Sport 

di Davide Vidoroni

Lontano, molto lontano da qui, esiste un luogo magico, chiamato il Regno delle Fiabe. E poi, che ci crediate o no, esiste il mondo vero, quello che tutti noi chiamiamo “la fredda realtà”. Ebbene, lo sport, a volte, riesce nella titanica impresa di sovrapporre questi due universi distanti anni luce tra loro. E allora succede che Reto Von Arx realizza la rete della vittoria nella partita che consegna il trentunesimo titolo al Davos. Il sesto dell’Era Del Curto. Il numero 6 pure per Reto e per il fratello Jan Von Arx. Un gol che mancava da quasi sei mesi. C’è forse un modo migliore per chiudere un ventennio bardato di gialloblù?

È però risaputo che i giocatori di hockey sono omaccioni rudi dal cuore tenero, ecco quindi il gran finale da favola: il capitano Andres Ambühl, altro plurititolato, consegna la coppa a Félicien Du Bois, il quale, dopo tre (3!) finali perse con la maglia del Kloten, può finalmente alzare il trofeo verso il cielo. Un gesto nobile, quello compiuto da Ambühl. Un omaggio doveroso al buon Félicien, nuovo condottiero di un reparto difensivo che ha giocato un ruolo fondamentale nella conquista del titolo. Una difesa, quella davosiana, composta da molti giovani. L’ennesima scommessa vinta da quel volpone di Arno Del Curto, sovrano di un reame incantato dove i talenti vengono coltivati e fatti sbocciare.

Questi giovani virgulti provengono da ogni parte della Svizzera, anche se pare che il Ticino sia tra i terreni di caccia preferiti da Re Arno. Probabilmente uno degli ingredienti irrinunciabili per la buona riuscita dell’incantesimo segreto cresce proprio sul suolo rossoblù. Sciaroni, Guerra e Simion, oltre agli “acquisiti” Hofmann e Du Bois, senza dimenticare il più giovane Aeschlimann. Partiti dal Ticino per andare a giocare in quel Davos ammirato e invidiato da tutti. Quel Davos sempre fedele a sé stesso, che dà spazio ai giovani e che vince. Anche quando – come accaduto in questa stagione – tutti pensano che la squadra non sia all’altezza. Una squadra che custodisce gelosamente il suo segreto, anche se forse mistero non c’è: si tratta soltanto di passione, lavoro, pazienza e serietà. Forse il Regno delle Fiabe non è poi così lontano.

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13:18

Davos campione, la cerimonia di premiazione (11.04.2015)

RSI Sport 13.04.2015, 10:51

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