"E adesso chiudiamo il Gottardo". "Anche un elefante si può mangiare, un pezzo alla volta". "Non sarò l'allenatore più bravo ma sicuramente il più bello". Queste alcune delle frasi più celebri di Larry Huras, ospite domenica a Sport non Stop per un faccia a faccia ricco di aneddoti e racconti interessanti. A partire dalla motivazione che lo ha spinto ad accettare la sfida di Friborgo: "Lanciamo un progetto, è per questo che ho accettato l'invito di Christian Dubé. Aiutare a ricostruire la squadra è una grande sfida, perché il Friborgo non ha mai vinto un campionato. Non succederà dall'oggi al domani, ma l'obiettivo è sempre quello di arrivare più lontano possibile, di vincere".
Prendere una squadra a campionato in corso non è comunque facile: "Le possibilità sono tre: costruire una squadra con cui iniziare il 1o agosto e fare tutta la stagione, arrivare in una squadra che ha vinto l'anno prima e dove tutto funziona bene o arrivare in una squadra che non funziona dove bisogna ricostruire un gioco. Di tutte e tre la seconda è la più difficile. Nel terzo caso ci sono due aspetti, perché bisogna rilanciarsi in poco tempo, ma la pressione è diversa perché se la squadra è in fondo puoi solo salire".
"Bisogna imparare a convivere con lo stress, perché tutti sono sotto stress. Penso che la cosa più importante sia imparare a vivere concentrandosi sulle cose che si possono controllare"
Larry Huras
Un sogno nel cassetto di Larry Huras rimane la Nazionale rossocrociata: "Ci sono andato due volte molto vicino. È un sogno, perché sono canadese e francese ma mi sento anche svizzero. Faccio parte da quasi 20 anni della famiglia dell'hockey svizzero, ho lavorato tanto in questo paese, ho un grande amore e grande rispetto per il suo hockey. Sarebbe eccezionale chiudere la mia carriera di coach allenando la Nazionale svizzera".
NL A, il faccia a faccia con Larry Huras (Sport Non Stop 16.10.2016)
RSI Sport 16.10.2016, 15:58

