Hockey

D'Agostini non doveva tirare

Aeschlimann: "Meglio non cambiare arbitri ogni partita"

  • 09.03.2015, 11:43
  • 4 maggio, 14:12
Il momento del fallo su Kast

Il momento del fallo su Kast

Di: RSI Sport 

Anche durante il quarto turno delle serie di quarti di finale dei playoff di NL A l'operato degli arbitri ha fatto discutere. Tra i vari episodi sui quali si sta parlando vi è anche quello del rigore fischiato al termine del secondo tempo della partita tra Servette e Lugano.

Al 39'36" di gara-4, Marc Wiegand ha assegnato ai padroni di casa un rigore per fallo di Alessandro Chiesa su Timothy Kast. Il numero 19 ginevrino, che per regolamento avrebbe dovuto occuparsi del penalty, è uscito dal ghiaccio infortunato. Al suo posto avrebbe dovuto presentarsi all'uno contro uno con Daniel Manzato uno dei giocatori presenti in pista al momento del fallo. Chris McSorley, dopo avere inviato a centropista Goran Bezina, è tornato sui suoi passi scegliendo Matt D'Agostini. L'errore arbitrale? Il topscorer dei romandi non era in gioco.

Il regolamento

Ai fini del risultato, in questo caso, l'imprecisione non ha portato a conseguenze per i bianconeri. Il canadese ha fallito e il parziale è rimasto sul 5-2 per gli ospiti. Ma se ci fosse stata segnatura e il risultato finale fosse stato diverso? In quel caso Patrick Fischer e il suo staff avrebbero dovuto annunciare all'arbitro l'intenzione di giocare sotto protesto al momento del fatto, per poi confermarlo al termine della sfida. Cosa avrebbe deciso il giudice unico è però un mistero.

Resta il fatto che fino a oggi, per scelta dei dirigenti della classe arbitrale, a ogni partita vengono assegnati arbitri diversi e forse questo mette un po' in difficoltà sia le squadre in pista che gli stessi fischietti. L'intenzione è quella di fare dirigere ogni partita come elemento singolo, senza strascichi dagli incontri precedenti. I risultati però non sembrano soddisfare tutti, e anche Jean-Jacques Aeschlimann, ospite a Sport Non Stop, si è detto molto scettico a riguardo.

"Secondo me è un problema. La mia idea è che si parla di una partita che dura fino a sette sfide. Un arbitro che sa di avere sbagliato qualcosa in un'occasione può rimediare e portare più parità di trattamento. Preferirei avere gli stessi arbitri almeno per due partite consecutive e poi eventualmente cambiare"

Jean-Jacques Aeschlimann

NL A, arbitri sotto la lente

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