Hockey

Dall’altare alla polvere

Nazionale: si chiude amaramente l'era-Simpson

  • 20.05.2014, 11:16
  • 06.06.2023, 18:31
Bocciato

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  • Keystone
Di: RSI Sport 

dall’inviato Piergiorgio Giambonini

MINSK Quante volte si è detto e scritto della differenza che in un Mondiale può fare la vittoria/sconfitta nella partita giusta/sbagliata, e in quanti - allenatore in testa - lo avevano ricordato anche nella travagliata vigilia del torneo di Minsk? Ed in effetti è andata esattamente così, perché sul piano pratico a compromettere con largo anticipo questo Mondiale rossocrociato è stata la sconfitta nel confronto diretto con la Bielorussia, frutto di una prestazione a lungo troppo passiva ed in generale troppo poco convinta e costante, e difatti pagata carissima negli ultimi dieci minuti e dopo essere andati a due riprese in vantaggio.

Una sconfitta figlia insomma dell’insufficiente "personalità" portata in pista da questa nazionalina messa alle corde dalle tante e troppe defezioni come pure dalla particolare situazione venutasi a creare dopo l’annuncio ad inizio marzo della mancata conferma di Sean Simpson. Con un coach arrabbiato, deluso e fors’anche per certi versi demotivato (ad immagine della passività da lui stesso trasmessa dalla panchina nelle prime quattro partite e mezza…), con troppi giocatori a tradire la parola datagli prima di Sochi, e con una squadra messa assieme con quel ch’è rimasto e che squadra vera a livello di prestazioni non lo è mai diventata (vedi pure formazione ritoccata di partita in partita), non si poteva che temere il peggio.

Poi è vero che contro gli USA almeno un punto lo avremmo meritato (e quelle due reti annullateci nel terzo tempo urleranno per sempre vendetta!) e che un altro punto avremmo potuto magari incassarlo contro la Finlandia, ma vero è anche che almeno uno siamo andati vicinissimo a perderlo contro la Germania (quell’asta di Barta al 59’26”…). Vero, però, è soprattutto che la partita da vincere ad ogni costo, contro la Bielorussia, l'abbiamo sprecata e persa: e in un girone dove tutti qualche punto "illogico" qua e là lo hanno conquistato o perso, non c’è più stato verso di rimediare al danno fatto già nella terza tappa del torneo.

In casa rossocrociata, del resto, un po’ tutti sono rimasti al di sotto del loro standard, ed in particolare - con la sola eccezione di Hollenstein, andato a bersaglio in 3 partite su 6 - è mancato l’apporto offensivo (le reti!) dei vari Cunti, Ambühl, Suri, Moser, Romy e dello sfortunatissimo Sven Bärtschi, e pure da Brunner qualcosa in più a livello di concretezza (le reti!) ce lo aspettavamo. Da parte sua il non ancora 18enne Fiala ha mostrato partita dopo partita sia il suo enorme talento sia la sua "ingenuità" a questi livelli, mentre tutti gli altri attaccanti hanno fatto semplice lavoro di manovalanza.

Dietro, poi, solo Berra, il maratoneta Josi e alla lunga pure Weber, hanno fatto costantemente il loro dovere sugli standard indispensabili, a differenza degli alti e bassi di Blum e Seger. A Kukan e Schlumpf va poi riconosciuto un promettente crescendo in quello che è stato il loro primo Mondiale, mentre Grossmann e Ramholt (visto solo per 3 cambi e un errore fatale contro la Germania) non hanno avuto, e non hanno, semplicemente il livello.

Dimenticavamo: alle 15h45 c’è ancora una partita da giocare, contro la Lettonia. Inutile per noi, decisiva per loro. Poi sarà il momento di archiviare il capitolo Simpson, e lo si dovrà fare ahinoi con un nuovo "flop": il secondo nello spazio di tre mesi, il terzo in 5 Mondiali (e negli ultimi 4…) della sua gestione, il quarto in 6 grandi tornei. La domanda è allora a sapere se quello che oggi più che mai possiamo definire "il miracolo di Stoccolma", basta per salvare il suo bilancio. Oppure no. E a nostro avviso, per quel che conta, non basta: perché nel 2010 al suo esordio a Mannheim le energie della squadra erano state gestite malissimo, e soprattutto perché nei quattro tornei in cui ci siamo trovati in difficoltà (Kosice 2011, Helsinki 2012, Sochi e Minsk 2014) Sean Simpson è stato il primo a non essere capace di uscirne.

Svizzera, il consuntivo

  • Il commento di Andrea Torreggiani (Rete Uno Sport 20.05.2014, 00h15)

    RSI Sport 20.05.2014, 09:32

  • Il servizio con Peter Lüthi (Rete Uno Sport 20.05.2014, 12h50)

    RSI Sport 20.05.2014, 14:12

  • Le dichiarazioni di Thomas Rüfenacht (Rete Uno Sport 20.05.2014, 08h00)

    RSI Sport 20.05.2014, 09:32

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