Introdotta quest’anno per determinare le ultime due squadre partecipanti ai playoff, la formula dei play-in ha diviso i pareri tra addetti ai lavori e appassionati. Se da una parte appare giusto poter favorire le squadre meglio classificate durante la regular season con la garanzia del doppio turno anche in caso di sconfitta nella prima sfida, dall’altra il modello andata-ritorno sembra un innesto calcistico che poco ha a che fare con il mondo dell’hockey.
“La formula è nuova, ma è buona perché dà a chi non vince la prima partita una seconda possibilità - ha analizzato Denis Vaucher, CEO della National League - I feedback inoltre sono stati buoni, perché è apparsa molto interessante. Per esempio le due partite tra Bienne e Ginevra, che hanno eliminato i campioni, sono state molto molto equilibrate”.
Sono stato al derby a Lugano. Abbiamo visto due partite incredibili e per noi è stata una cosa positiva, perché il derby in Ticino fa sempre piacere
C’è però il sospetto che senza il computo totale dei gol, la seconda partita diventi troppo importante. “Non abbiamo voluto mettere il conteggio delle reti, perché sono due partite diverse. E poi se una squadra vince la prima 7-0, ti ritrovi con una seconda sfida che non vale molto - ha spiegato ancora Vaucher, cha ha poi aggiunto una considerazione sui sei stranieri per squadra - Per me è importante dire che non abbiamo aumentato il numero degli stranieri, ma abbiamo due squadre in più. Passando da 12 a 14, abbiamo 28 stranieri, ma anche 22 svizzeri in più”.
L’intervista a Denis Vaucher (Rete Uno Sport 15.03.2024, 12h30)
RSI Sport 15.03.2024, 08:16
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