Il 76enne svedese ricambia l'affetto della curva
Il 76enne svedese ricambia l'affetto della curva (freshfocus)

"Essere qui mi scalda il cuore"

Slettvoll acclamato alla Cornèr Arena ieri e protagonista stasera dello speciale

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John Slettvoll è tornato in Ticino per partecipare alla serata speciale della RSI (oggi alle 21h05 su LA2) per festeggiare gli 80 anni dell'HC Lugano, e ieri sera è stato acclamato dal pubblico presente alla Cornèr Arena per assistere alla sfida con l'Ajoie: "È stato bellissimo tornare e incontrare tutta questa gente. Mi è sembrato di essere tornato negli anni '80. Ho sentito un grande calore nel mio cuore".

In 15 anni non abbiamo creato solo qualcosa sul ghiaccio, ma anche nell'ambiente tutto intorno John Slettvoll

Il 76enne di Umea, allenatore dei bianconeri dal 1983 al 1996 e poi ancora tra il 2007 e il 2009, ora si occupa dei suoi 4 nipotini, ma l'hockey fa sempre parte della sua vita: "Ogni settimana vado a vedere una partita dal vivo nella mia città in Svezia. Il Lugano lo seguo su internet. Ho visto che ci sono stati diversi infortuni. Avevano iniziato bene, battendo anche lo Skelleftea che non è mai facile. Ma quando perdi 3-4 giocatori chiave è difficile restare sul livello di prima".

Ma come vede da ex coach l'hockey moderno? "Una cosa è cambiata: il ritmo. I pattini e tutto il materiale hanno fatto un notevole salto di qualità, senza dimenticare che i giocatori sono più allenati perché possono vivere di questo. Le squadre giocano con 4 linee, quindi tu non hai tanto tempo, devi andare veloce veloce. Il punto negativo è forse che il gioco è diventato un po' primitivo".

Sono in buona forma mentalmente e fisicamente, sono pronto per la trasmissione di stasera John Slettvoll
 
 
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