di Piergiorgio Giambonini
Lugano, ancora non ci siamo. Ambrì, proprio non ci siamo. Mettiamolo via così, questo weekend che non ha dato né detto quel che gli si era chiesto.
I bianconeri – o meglio, gli stranieri bianconeri… – hanno sì messo KO il Kloten (e lo hanno fatto dall’alto di un impressionante 4 su 5 in power-play), ma poi le hanno prese alla lunga secche a Zurigo nel confronto diretto per il secondo posto. Ancora non ci siamo, appunto, nel senso che l’assalto ai vertici è pure stavolta rinviato: nella forma e nella sostanza, la squadra di Fischer rimane a ridosso del tandem di testa, ma non è ancora pronta ad andare oltre.
Resta, certo, la confortante certezza che anche nelle serate meno ispirate questo Lugano è comunque in partita, come aveva ribadito martedì scorso vincendo a Bienne e considerato che anche sabato all’Hallenstadion è pur sempre rimasto in gioco fino allo 0-3 incassato (dopo, tra l’altro, un’asta colpita da McLean nel finale di secondo periodo) al 45’, e questo alla terza partita in cinque giorni contro un avversario invece all’esordio dopo-pausa.
Quella incassata a Zurigo – complice una serata non certo perfetta pure da parte di Merzlikins – è, oltretutto, la prima sconfitta stagionale dell’HCL con più di una rete di scarto: le precedenti 6, infatti, erano arrivate tutte o di misura o oltre il 60’. Il passo decisivo, in casa bianconera, resta insomma da fare sul piano della continuità, e questo sia all’interno di una singola partita, sia in generale. Ma questo è un discorso già noto.
Come noti, arcinoti, sono i limiti che l’Ambrì si trascina a rimorchio da quando ad inizio ottobre ha perso uno dei suoi pochissimi attaccanti creativi. Fuori Pestoni ed incapaci tutti gli altri di crescere concretamente, in Valle sono iniziate e sono progressivamente aumentate le sofferenze. Sconfitti in nove delle ultime 10 partite, e – soprattutto – usciti con appena un punto dal doppio confronto direttissimo del weekend contro Bienne (contro il quale l’HCAP spera ora, se non altro, di poter rigiocare) e Ginevra (che da due mesi, tra l’altro, non vinceva due partite di fila…), i biancoblù sono precipitati all’11° posto.
Al di là dei punti di ritardo dalla linea, che in definitiva non sono ancora tantissimi, sono però i contenuti a preoccupare sempre di più. Alla squadra di Serge Pelletier mancano continuità difensiva (senza andare troppo indietro nel tempo: 3 delle 4 reti incassate sabato a Ginevra sono frutto di marcature allegrissime sotto porta!), concretezza offensiva (a cominciare dal power-play) e stranieri all’altezza delle necessità.
Ed a queste condizioni – aggravate da persino clamorosi alti e bassi da un tempo all’altro – riesce davvero difficile ipotizzare che l’Ambrì possa riprendere e superare ben tre avversari tra Friborgo, Kloten, Bienne, Ginevra e Losanna. Lo si era scritto prima della pausa-nazionale, e la brutale verità rimane esattamente questa dopo aver rimediato un solo punticino in un fine-settimana che ne esigeva invece 6… Senza dimenticare poi che alla Valascia sono ormai salite a 10 le partite stagionali senza vittorie piene, 7 delle quali finite oltre il 60’ e quattro (più altre due in trasferta) compromesse facendosi perdippiù raggiungere negli ultimi cinque minuti del terzo periodo… Ovvero, quella maledetta paura di vincere.
Il punto al campionato

