Hockey

I conti si faranno martedì

Eric Blum: “Noi dobbiamo pensare solo alla Lettonia”

  • 18.05.2014, 11:47
  • 06.06.2023, 18:27
Liberi di sognare di nuovo i quarti

Liberi di sognare di nuovo i quarti

  • Keystone
Di: RSI Sport 

dall’inviato Piergiorgio Giambonini

MINSK Finalmente subito aggressivi, subito padroni della pista, quasi subito a bersaglio (vabbé, dopo una decina di minuti…). E fondamentalmente al riparo da bruttissime sorprese già alla prima pausa. Così doveva andare, e così è dunque andata la caccia, peraltro mentalmente delicata, di quello che era diventato il clamoroso obbiettivo primario di questo nostro Mondiale (finora, perlomeno) da comprimari. Il Kazakistan e l’incubo-relegazione son stati scacciati in tempi ragionevolmente brevi, e con una formazione per l’ennesima volta “resettata” in partenza (Hollenstein confermato in prima linea, Schäppi spostato in seconda e Cunti “relegato” in quarta) e poi di nuovo in corso d’opera a causa dell’infortunio di Romy al 25’ (con Cunti inserito al suo posto).

Si è fatto insomma quel che andava fatto, sfruttando dapprima un contropiede in inferiorità numerica e poi il primo powerplay, e lo si è fatto alzando quel tanto che serviva il ritmo e la determinazione rispetto alle brutte abitudini (ri)emerse fin troppo a lungo a Minsk. Si è ripartiti, in poche parole, da quanto di buono si era fatto finalmente con continuità negli ultimi 25 minuti la sera prima contro la Finlandia. Poi, per la verità, non è più stato necessario forzare né il ritmo né il talento, che il terzo, quarto e quinto gol li abbiamo comunque trovati pure quelli in superiorità numerica, situazioni che ai kazaki - per la cronaca - nelle ultime tre partite sono costate qualcosa come 10 gol... È finita poi 6-2, perché negli ultimi dieci minuti due reti a quattro contro cinque le abbiamo concesse pure noi.

Il Kazakistan torna giù anche stavolta (in sei anni 3 promozioni e altrettante relegazioni, e identico destino sembra ora attendere l’Italia di Diego Kostner…), e la Svizzera può allora continuare a sperare nei quarti di finale. Ma prima di arrivare al confronto di chiusura di martedì pomeriggio contro la Lettonia, adesso ci sono due giorni di pausa agonistica e di preparazione da gestire al meglio. E, soprattutto, ci sono una classifica che non è più solo nelle nostre mani e una lunga serie di altre partite che in questi prossimi tre giorni la potranno modificare a nostro favore o sfavore. Il nostro destino appartiene dunque anche ad altre squadre più o meno nella nostra situazione. E allora l’unica certezza per i rossocrociati in questo momento è che, indipendentemente da tutto e da tutti, per poter partecipare alla volata verso i playoff ci vorrà in ogni caso una vittoria contro quella Lettonia già nostro capolinea anticipato sul ghiaccio olimpico di Sochi. Poi si faranno i conti.

Intanto restano da annotare in negativo il secondo grave infortunio in casa rossocrociata, che dopo Sven Bärtschi (costola fratturata nel secondo tempo della partita d’entrata contro la Russia) ha tolto di mezzo nientemeno che il centro del primo blocco Romy (commozione cerebrale provocata dalla violenta carica del gigante Antropov), e in positivo invece il primo gol a questi Mondiali dell’esordiente Kukan e dei ben più scafati Ambühl, Cunti e Blum. Ed è ora proprio quest’ultimo a fare il punto alla situazione in casa Svizzera.

La vittoria sul Kazakistan

Il risultato finale dice molto, ma non tutto, nel senso che a questi livelli non esistono più avversari “facili”. Oltretutto quella kazaka è una squadra che in pratica gioca tale quale in KHL, quindi con un collettivo molto rodato, e pure con molti giocatori di buon livello. Noi comunque abbiamo affrontato con lo spirito giusto questa partita sicuramente delicata, non pensando tanto alle possibili conseguenze di una sconfitta, quanto a quello che era e che rimane il nostro obbiettivo, ovvero i quarti di finale. Aver vinto questo confronto significa esserci tolti davvero un bel peso dalle spalle e dalla testa.

Adesso dobbiamo sfruttare al meglio i due giorni senza partita, prima per rigenerarci e poi per prepararci all’ultimo impegno della prima fase, e per vincerlo. Purtroppo il nostro destino non è più solo nelle nostre mani, ma noi dobbiamo e possiamo pensare unicamente alla Lettonia: è un avversario forte a livello sia tecnico che di pattinaggio, come pure di individualità, e a Sochi lo avevamo pagato sulla nostra pelle… Ma il pericolo più grosso per noi sarebbe quello di perdere, o di non trovare, il filo del nostro gioco: sarà insomma fondamentale riuscire a fare la nostra partita.

La partita con la Lettonia
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07:43

Intervista con Patrick Fischer (Sport Non Stop 18.05.2014)

RSI Sport 18.05.2014, 18:00

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