di Piergiorgio Giambonini
Premessa: alle spalle ci si è messi appena cinque giornate di campionato, e quindi tutto (o quasi…) e il contrario di tutto (o quasi…) potrà ancora succedere. Detto questo, c’è però da aggiungere che se il Kloten ancora fermo al palo è la clamorosa sorpresa in negativo di quest’inizio di stagione, quella in positivo è invece il Davos.
Già, perché ben sappiamo come, da un paio d’anni a questa parte, casa Del Curto sia una sorta di cantiere aperto. Nella Landwassertal è in effetti in corso d’opera un ricambio generazionale da “leggere” anche nella tripla eliminazione consecutiva dei grigionesi già nei quarti di finale. Ma a Davos non si panica: il progetto-Del Curto avanza da ormai 17 anni nel segno di quella coerenza e lungimiranza indispensabili per poter dare continuità alle prestazioni ancor prima che ai risultati fini a se stessi. Il Davos attuale è, allora, una sorta di mina vagante in viaggio verso un futuro che al momento ancora non si sa se e fin quando affidato all’unico vero “mago” dell’ultima quindicina d’anni del nostro hockey.
Fatto sta che dopo aver perso 2-1 ai rigori la partita d’esordio a Zugo, questo Davos ha rifilato in casa otto gol a Friborgo e Kloten, è andato a vincere a sua volta ai rigori ad Ambrì e sabato ha inflitto la prima sconfitta stagionale al Lugano al termine di una partita giocata “a tutta” dall’inizio alla fine. E il Davos dopo cinque giornate si ritrova allora 2o ad una lunghezza dal leader Zurigo (che ha però disputato una partita in più), con il miglior attacco e con la seconda miglior difesa dopo quella bianconera. Già, il Davos che non t’aspettavi…
La doppietta di Dario Simion contro il Kloten (16.09.2014)
RSI Sport 15.09.2014, 11:11
Il rigore vincente di Du Bois contro l'Ambrì (19.09.2014)
RSI Sport 15.09.2014, 11:04
Legato alle trasmissioni Sport Sera e Rete Uno Sport 20.09.2014



