Hockey

Il senso “provinciale” della NL B

Primo piano hockey: il campionato cadetto tiene duro

  • 24.10.2014, 11:29
  • 4 maggio, 13:47
Roman Botta ci prova, e Lorenzo Croce risponde di... casco

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  • Keystone
Di: RSI Sport 

di Piergiorgio Giambonini

Ridotto a nove squadre dopo i fallimenti del Sierre nel 2013 e del Basilea la scorsa estate (fallimenti andati oltretutto ad aggiungersi a quelli del Forward Morges nel 2006 e del Neuchâtel nel 2009), il campionato di NL B vive o sopravvive – a seconda dei punti di vista – tra un entusiasmo per forza di cose… provinciale e le polemiche o comunque discussioni che regolarmente affiorano su senso, obiettivi e soprattutto costi dell’impresa.

Intanto, però, buona parte di questi club il “senso” della loro esistenza, dei loro sforzi e dei loro investimenti lo individuano anche nella platea che riescono a coinvolgere. Le affluenze non sono in effetti per niente male a Langnau (media-partita di 4'999 spettatori), Olten (3'964), Visp (3'412) e pure a Langenthal (2'484), mentre solo sul fronte Martigny (986, e con un futuro assai incerto in funzione della probabile defezione degli investitori russi), Turgovia (928) e come sempre Grasshopper (231, ma unico vero club “formatore” di NL B in quanto unico vero partnerteam di una franchigia di NL A) sono deficitarie.

Ma intanto nel corrente campionato cadetto trovano spazio, buon per loro, anche otto giocatori ticinesi.

I ticinesi di NL B

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