di Giampaolo Giannoni
Chi lo conosce bene aveva intuito, già in estate. Troppe le differenze tra Arno e le nuove generazioni. Il metodo, il suo metodo che non funziona più. Il richiamo che dalle Alpi attirava talenti da tutta la Svizzera non veniva più raccolto. Ad Arno si dice di no. Inconcepibile sino a qualche stagione fa quando i giovani non aspettavano altro che una chiamata dal Guru del nostro hockey per partire di corsa verso i Grigioni.
L'inizio della fine di un'era è simbolicamente segnato dall'ultimo trionfo. Davos campione nella primavera 2015. A segno, segno del destino è il caso di dire, va Reto Von Arx che lascerà poi in netto contrasto con quello che è stato mentore, amico, fratello maggiore. Da allora altri hanno lasciato ed Arno - che trova sempre un modo per uscirne si diceva - si è ritrovato con il cilindro vuoto di magie.
Ora si fa da parte, a metà di una stagione dove ai problemi si sono aggiunti i problemi, dove per una volta si è sentito messo in discussione, lui che con un sorriso diceva "prima o poi dalla Landwasser Tal mi cacceranno con i forconi" sapendo che mai sarebbe successo. Lascia con l'ultimo colpo da illusionista.
Avrà tempo per il pianoforte, per migliorare finalmente l'esecuzione della Sonata al chiaro di luna. Poi alla luna, da vero capobranco, tornerà ad ululare, per vedere se il suo richiamo può essere ancora ascoltato. Per una nuova sfida, perché l'hockey ha bisogno di Arno Del Curto e Arno Del Curto ha bisogno di hockey.
Arno Del Curto se ne va
Il Quotidiano 27.11.2018, 20:00
Del Curto lascia il Davos
Telegiornale 27.11.2018, 13:30
NL, il servizio su Arno Del Curto (Telegiornale 27.11.2018, 12h30)
RSI Sport 27.11.2018, 12:48
NL, la copertina su Arno Del Curto (27.11.2018)
RSI Sport 27.11.2018, 13:30
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