La maledizione è finita, la Svizzera ha finalmente vinto il primo incontro da dentro o fuori della sua storia. E non è un caso che a riuscirci sia stato il gruppo con la maggior forza mentale che si ricordi. Quella che alla vigilia del Mondiale spaventava per la sua inesperienza, si è invece fin qui rivelata una squadra capace di scrivere la storia, perché la ventata d’aria fresca portata dai sette debuttanti ha saputo ridare linfa anche a quei vecchi guerrieri che in passato si erano un po’ troppo abituati alle delusioni.
Ora, dopo l’ulteriore iniezione di fiducia odierna, si punta decisamente a una medaglia. Ma comunque andrà a finire, non si potrà che complimentarsi con una squadra che ha riacceso l’interesse in patria e portato nuovamente l’hockey rossocrociato al centro dell’attenzione mondiale.
Ma non solo, il lavoro fatto da Sean Simpson e dai suoi ragazzi a Stoccolma ha ridato fiducia a tutto il movimento hockeistico elvetico, che negli ultimi due anni, e le pessime esibizioni a Kosice ed Helsinki stanno lì a dimostrarlo, era stato totalmente in balìa degli eventi. Ci siamo, insomma, rimessi in carreggiata: a livello dirigenziale, a livello di staff tecnico, a livello di gioco. Abbiamo una nostra identità e sappiamo che i giovani giocatori sono pronti a dare il cambio ai vecchi guerrieri.
Oggi sappiamo di poter puntare a una medaglia mondiale, ma soprattutto sappiamo che il futuro ci sorride, e a 9 mesi dal prossimo, grande, appuntamento, le Olimpiadi di Sochi, questo è quello che conta di più.
Andrea Torreggiani
Gallery audio - La maledizione è davvero finita
Contenuto audio
Il commento di Andrea Torreggiani
RSI Sport 16.05.2013, 21:21
