Hockey

La squadra da battere è battuta

ZSC sconcertato, il Davos vola sulle ali... delle sue ali

  • 10.04.2015, 15:27
  • Ieri, 14:17
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Di: RSI Sport 

Di Ivan Zippilli

La strana finale 2014-15 prosegue nel suo sorprendente e intrigante canovaccio. Riuscirà l'esplosiva truppa di Davos a sconquassare anche in gara-5 la tecnica, posata ed equilibrata corazzata zurighese? La trama di gara-3 e in parte di gara-4 ha ribadito che i Lions sono il complesso più completo, ricco di talento e d’esperienza del campionato. Eppure, finora, questo non è bastato e nemmeno è bastato a restare in scia degli scatenati stambecchi di Del Curto.

Due i principali punti di forza del gialloblù: innanzitutto Leonardo Genoni, vero muro nell’intera serie, un muro in cemento armato nella terza sfida. In secondo luogo l’energia e la velocità delle ali grigionesi: Simion, Jörg, Dino Wieser, Ambühl, Hofmann, Axelsson-Paulsson e Sciaroni. Ciascuno di questi otto, chi più chi meno a seconda della partita, cambia marcia in un batter d'occhio, creando la superiorità numerica, puntando la porta e rompendo lo schema difensivo degli avversari.

Ieri sera sono stati Dino Wieser e Sciaroni a caricarsi sulle spalle il lavoro sporco davanti a Flüeler e a rovesciare l'inerzia di un overtime cominciato troppo in difesa. Mentre tutti gli altri, con Paulsson rifinitore, hanno al solito dato pochi punti di riferimento alla retroguardia di Crawford, ripartendo a velocità spinta non appena si fosse aperto un varco davanti a loro.

Con Cunti bello ed elegante, ma troppo poco concreto e diretto, con Wick topscorer nei playoff ma a secco di reti nelle finali, con Bärtschi a secco addirittura di punti, con Flüeler che pur giocando bene perde il confronto con Genoni, lo Zurigo vede i suoi tenori steccare a fronte di una crescita invece evidente di altri elementi come Malgin, Trachsler, il solito Shannon e in difesa Geering, spesso sfortunato (autoreti e ferri) ma altrettanto frequentemente in grande evidenza nel reparto arretrato.

Freddati dalla rete all'overtime di Walser, ieri sera i cinque giocatori in pista, fra cui Cunti che si era perso proprio l'autore del gol, sono rimasti fermi sul ghiaccio per alcuni secondi. Ancora una volta è probabilmente in loro emersa, in quell’attimo di gelo sportivo, la sensazione di essere la squadra da battere e contemporaneamente l’amara consapevolezza che il Davos, vincendo, abbia preso alla lettera questa espressione. Siete la squadra DA battere? E noi vi battiamo.

Una squadra positiva, spudorata ed ottimista come il suo addetto stampa. Al termine della conferenza di prepartita, attorno alle 19.50, Markus Glarner ha infatti simpaticamente chiuso dicendo: "Va bene, grazie a tutti media per aver seguito questa appassionante stagione. Ci rivediamo qui a Davos il 20 agosto, quando lanceremo ufficialmente la prossima". Osé ma non troppo. Domani la squadra può rendere la sua divertente battuta una bella verità.

01:47

Il servizio con Dario Simion (Rete Uno Sport 10.04.2015, 12h30)

RSI Sport 10.04.2015, 13:41

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