Di Ivan Zippilli
La strana finale 2014-15 prosegue nel suo sorprendente e intrigante canovaccio. Riuscirà l'esplosiva truppa di Davos a sconquassare anche in gara-5 la tecnica, posata ed equilibrata corazzata zurighese? La trama di gara-3 e in parte di gara-4 ha ribadito che i Lions sono il complesso più completo, ricco di talento e d’esperienza del campionato. Eppure, finora, questo non è bastato e nemmeno è bastato a restare in scia degli scatenati stambecchi di Del Curto.
Due i principali punti di forza del gialloblù: innanzitutto Leonardo Genoni, vero muro nell’intera serie, un muro in cemento armato nella terza sfida. In secondo luogo l’energia e la velocità delle ali grigionesi: Simion, Jörg, Dino Wieser, Ambühl, Hofmann, Axelsson-Paulsson e Sciaroni. Ciascuno di questi otto, chi più chi meno a seconda della partita, cambia marcia in un batter d'occhio, creando la superiorità numerica, puntando la porta e rompendo lo schema difensivo degli avversari.
Ieri sera sono stati Dino Wieser e Sciaroni a caricarsi sulle spalle il lavoro sporco davanti a Flüeler e a rovesciare l'inerzia di un overtime cominciato troppo in difesa. Mentre tutti gli altri, con Paulsson rifinitore, hanno al solito dato pochi punti di riferimento alla retroguardia di Crawford, ripartendo a velocità spinta non appena si fosse aperto un varco davanti a loro.
Con Cunti bello ed elegante, ma troppo poco concreto e diretto, con Wick topscorer nei playoff ma a secco di reti nelle finali, con Bärtschi a secco addirittura di punti, con Flüeler che pur giocando bene perde il confronto con Genoni, lo Zurigo vede i suoi tenori steccare a fronte di una crescita invece evidente di altri elementi come Malgin, Trachsler, il solito Shannon e in difesa Geering, spesso sfortunato (autoreti e ferri) ma altrettanto frequentemente in grande evidenza nel reparto arretrato.
Freddati dalla rete all'overtime di Walser, ieri sera i cinque giocatori in pista, fra cui Cunti che si era perso proprio l'autore del gol, sono rimasti fermi sul ghiaccio per alcuni secondi. Ancora una volta è probabilmente in loro emersa, in quell’attimo di gelo sportivo, la sensazione di essere la squadra da battere e contemporaneamente l’amara consapevolezza che il Davos, vincendo, abbia preso alla lettera questa espressione. Siete la squadra DA battere? E noi vi battiamo.
Una squadra positiva, spudorata ed ottimista come il suo addetto stampa. Al termine della conferenza di prepartita, attorno alle 19.50, Markus Glarner ha infatti simpaticamente chiuso dicendo: "Va bene, grazie a tutti media per aver seguito questa appassionante stagione. Ci rivediamo qui a Davos il 20 agosto, quando lanceremo ufficialmente la prossima". Osé ma non troppo. Domani la squadra può rendere la sua divertente battuta una bella verità.
Il servizio con Dario Simion (Rete Uno Sport 10.04.2015, 12h30)
RSI Sport 10.04.2015, 13:41
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