Grossa delusione per Riva e compagni
Grossa delusione per Riva e compagni (Ti-Press)
Lugano
3 ds
Rapperswil
4 ds
  • 45' Loeffel
  • 58' Josephs
  • 60' Fazzini
  • 42' J.Wick
  • 48' Moses
  • 52' Moses
  • 97' Wetter
Tabellino Risultati e classifiche

La stagione del Lugano giunge ai titoli di coda

I bianconeri subiscono la legge del Rapperswil anche in gara-5, cedendo dopo due OT

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La tanto auspicata reazione non è purtroppo arrivata. Con le spalle al muro dopo tre battute d’arresto consecutive, il Lugano ha ancora una volta cozzato contro la caparbietà del Rapperswil, padrone di una gara-5 già da dentro o fuori. Il rocambolesco 4-3 (al secondo supplementare) della Cornèr Arena pone dunque fine al campionato bianconero, che, dopo le brillanti prestazioni della regular season, pareva essere lanciato verso altri scenari. Per gli uomini di Tomlinson, invece, ecco inaspettatamente spalancarsi le porte delle semifinali.

Deciso a dare uno scossone rivitalizzante ad ambiente e squadra, il confermato coach Pelletier ha apportato svariate modifiche a livello di line-up: su tutte, le esclusioni di Boedker e Nodari a favore di Josephs rispettivamente Antonietti. Cambiamenti che, in un primo tempo chiusosi a gabbie inviolate, non hanno tuttavia minato le certezze degli ospiti, al solito ben organizzati e sempre sorretti dalla saracinesca Nyffeler, come in occasione del break di Walker in box play. Il numero 60 sangallese non si è smentito neppure nel periodo di mezzo, dove Arcobello e compagni hanno sì aumentato l’intensità del proprio gioco, peccando però di mordente sottoporta.

Lo stallo si è così protratto fino al 41'41", quando un errore di Schlegel (nella circostanza comunque sfortunato) ha spianato la strada alla rete di Wick, seguita - a stretto giro di posta - dal pareggio di Loeffel e dalla doppietta di Moses. Quando il destino della sfida sembrava ormai scritto, l'assalto finale dei padroni di casa ha miracolosamente partorito i gol (entrambi in sei contro cinque) di Lajunen e Fazzini, che a soli 12" dal termine ha rinviato ogni verdetto all'appendice dell'overtime. Non uno, bensì due i tempi necessari per determinare un vincitore: con la paura di non sbagliare a farla da padrona, decisivo è risultato il sigillo di Wetter al 96'55".

 
 
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