di Piergiorgio Giambonini
Chiamiamole pure le due facce della medaglia, e iniziamo allora da quella bianconera, e dalle reti e dai rigori segnati contro il Ginevra, uno più bello dell’altro. A firma del tandem Walsky-Filppula in avvio di partita, e poi di Klasen per il 3-3 nel finale. E ancora i rigori dello stesso Walsky, dell’infaticabile top-scorer Pettersson e quello vincente di “Magic Hand” Klasen. E mettiamoci pure le due parate decisive di Merzlikins a tu per tu con D’Agostini: la prima ancora sul 2-2, e l’altra a chiudere la serie dei rigori.
Poi, però, nel bilancio del sabato sera bianconero mettiamoci anche le immagini dei tre gol subìti. Non tantissimi, eppure troppi per il modo in cui la squadra di Patrick Fischer ha concesso spazio fatale davanti alla sua porta, compreso quel Filppula che in fase difensiva nell’azione costata il 2-3 ha “macchiato” quella che è probabilmente stata la sua miglior partita in maglia bianconera.
Questo Lugano nel giro di una settimana ha messo intanto in classifica 11 punti su 12 , ed ora è lì a portata di quel primo posto visto e occupato per l’ultima volta nel febbraio del 2006. Bene, ma non benissimo, però, perché disciplina e concentrazione difensive non sono ancora quelle che dovrebbero essere.
Tornando alle due facce della medaglia, nel giro di cinque giorni e di 3 sconfitte consecutive in Leventina quelle facce si sono invece ridotte ad una sola… Ed è la faccia dell’allarme. Il primo, vero allarme di questa stagione ancora giovane, ma nella quale l’Ambrì fatica più del previsto a ingranare. Mai nel primo turno i biancoblù avevano incassato tre sconfitte piene consecutive, ma questo non è l’unico numero che può e che deve preoccupare.
Perché ad accompagnare quest’ultima serie di tre KO, due dei quali casalinghi, ci sono oltretutto la miseria delle 2 reti segnate e il peso delle 11 incassate. E più in generale ci sono gli appena 9 punti conquistati nelle sette partite giocate alla Valascia, e gli addirittura 13 in meno rispetto a un anno fa di questi tempi. E oggi l’attacco leventinese è il secondo peggiore della Lega, e il power-play il peggiore in assoluto. L’allarme alla Valascia adesso però è concreto perché anche l’assetto difensivo non sembra più essere quello che era.
Ma al di là dei numeri, e di un Bouillon uscito dalle sue prime due partite con un doppio -2, il problema principale di questo Ambrì rimane l’inconsistenza di quello che dovrebbe essere il suo motore e il suo punto di riferimento, attorno al quale costruire tutto il resto, ovvero il tandem Giroux-Aucoin, che sabato Serge Pelletier ha del resto separato per la prima volta in stagione.
Fatto sta che Giroux nelle ultime 8 partite ha segnato un solo gol, e Aucoin uno in totale. E così, davvero non può continuare.
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