Hockey

Lugano e Berna, diversamente simili

L'editoriale di Giampaolo Giannoni lancia la finale

  • 01.04.2016, 12:00
  • 4 maggio, 15:16
Che la battaglia abbia inizio

Che la battaglia abbia inizio

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Di: RSI Sport 

di Giampaolo Giannoni

In finale non è arrivata la squadra più completa, lo Zurigo, non c'è la più veloce, il Davos, nemmeno la più dura, il Servette e neanche la più elegante, lo Zugo. Mancano anche la più indebitata, il Kloten e la più incostante, il Gottéron, ma a vincere, almeno in questi casi, è stata la logica. E allora che campione nazionale uscirà dalla sfida tra Lugano e Berna? Il migliore possibile, il più meritevole. Perché? Beh innanzitutto perché chi vince ha sempre ragione e chi vince dopo tre turni di playoff ha anche un po' di ragione in più, che ormai solo l'obsoleto mondo della pedata non ha capito quanto bella e giusta sia la post season.

Lugano e Berna dunque, squadre costruite per provarci, squadre che per arrivare fino in fondo han dovuto patire e prendere una lunga rincorsa. Ultimi, i bianconeri, al tramonto della "Fischer Revolution", ottavi i bernesi ma solo alla giornata numero cinquanta. Percorsi simili ma speculari, tanto che a disco fermo prima del primo ingaggio della finale è curioso notare come i due club siano arrivati alla stesso punto percorrendo strade tanto identiche da essere l'una l'esatto opposto dell'altra.

Lugano e Berna hanno cambiato l'allenatore. I bianconeri sono passati da un giovane e inesperto tecnico rossocrociato ad un navigato canadese, i bernesi da un navigato canadese ad un giovane ed inesperto tecnico rossocrociato. Perché Leuenberger è l'uomo giusto per il Berna e Fischer era quello sbagliato a Lugano? E perché Boucher era l'uomo sbagliato a Berna e Shedden è riuscito a ricompattare l'ambiente biancogiallonero? Boh... Le dinamiche di gruppo sono imperscrutabili ai più, tanto che lo stesso allenatore, di stagione in stagione, e con gli stessi giocatori suppergiù, passa sovente da genio ad incapace nel giro di un paio di sconfitte.

Di certo al Lugano ha fatto bene smettere di sfogliare l'album dei ricordi e delle figurine e andare a prendere Shedden, di certo al Berna ha fatto bene guardare in casa e non su Eliteprospects e scegliere Lars Leuenberger.

Sarà la finale delle emozioni per Furrer - festeggiato dai 17.000 nel primo Berna-Lugano di regular season - e per Rüfenacht - che ritrova un club lasciato per un... malinteso - sarà la finale dei portieri venuti dall'Est. Sarà la finale degli svedesi del Lugano e dei nordamericani del Berna, sarà la finale dei giovani rampanti (Hofmann, Bertaggia, Alain Berger, Scherwey) degli ex NHL (Brunner, Moser) e dei veterani (Hirschi, Vauclair, Plüss, Reichert).

Sarà la finale della gente e della passione, sarà la finale delle pantere, degli orsi e dei gufi, sarà la finale che laureerà il miglior campione, non il più completo, non il più veloce, non il più duro, non il più elegante e per fortuna nemmeno il più indebitato, ma certamente quello che alla fine è riuscito a dare alla parola "squadra" il giusto valore.

Ah, dimenticavo, sarà anche la finale di Timo Helbling e Maxim Lapierre. Allacciate le cinture e buon divertimento!

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