dall’inviato Piergiorgio Giambonini
MINSK Rarissimamente in passato era capitato che in una metropoli (ma anche meno…) sede dei Mondiali di hockey, la promozione di quest’ultimi fosse così importante ed eclatante a livello di promozione e di visibilità in tutte le strade del centro. Solitamente, insomma, il torneo iridato di disco su ghiaccio (annuale, sì, e persino negli anni olimpici, eppure mai nessuno di chi l’ha organizzato ed ospitato si è lamentato di averci perso dei soldi… e allora si andrà avanti senza dubbio così…) era semplicemente uno dei tanti eventi programmati in zona. Qui no, invece: questi primi Mondiali hockeistici ospitati in Bielorussia, Minsk li ha preparati e li sta "sbandierando" con priorità assoluta. Un po’ perché qui l’hockey è lo sport in assoluto più popolare, o così almeno ci garantiscono. Un po’, anche, perché così vuole e comanda il Governo, come diremo più avanti.
L’entusiasmo è esploso, evidentemente, nel 2002, quando la piccola Bielorussia rimandò a casa la grande Svezia nei quarti di finale delle Olimpiadi di Salt Lake City. Un entusiasmo che poi non è più venuto meno nella capitale, e che anzi ha trovato nuova linfa quando la Dynamo (nelle cui file qualche anno fa giocò anche Ville Peltonen) è stata "trasferita" in KHL, tant’è vero che per due stagioni di fila, dal 2011 al 2013, proprio la Minsk Arena - inaugurata nel 2010 e già teatro dei Mondiali di… ciclismo su pista - ha potuto vantare la maggiore affluenza di pubblico dell’intero campionato "sovietico", con medie superiori ai 14.000 spettatori. Scesi poi verso i 10.000 nella stagione appena conclusa senza troppe soddisfazioni sul ghiaccio ma pur sempre con la seconda miglior media della Lega.
Nelle quindici edizioni dei Mondiali giocate negli anni Duemila, questa è del resto appena la quarta volta che la stessa città si assume il rischio di ospitare da sola l’intero torneo, dopo Mosca/Mytishi 2007, Riga 2006 e San Pietroburgo 2000. A Minsk si gioca comunque in due diversi stadi: il girone della Svizzera (e della Bielorussia) è ospite appunto dell’Arena principale, con una capienza di 15 mila spettatori, mentre l’altro gruppo ha il suo campo-base dall’altra parte della città, nella Chizhovka Arena, inaugurata appena un anno fa e con una capienza di 9.600.
Dopo esser stata rasa più o meno al suolo per ben 18 volte nella sua storia, oggi Minsk è peraltro una metropoli che sta espandendosi e modernizzandosi a vista d’occhio, lanciata a passi lunghi e ben distesi verso i 2 milioni di abitanti, pulita e vivibile come rarissimamente (bis) capita di vedere in una città di queste dimensioni, poco importa se ad occidente o ad oriente, se a sud o a nord.
Del resto, i Mondiali di hockey sono una vetrina che il governo di Alexander Lukashenko - lui stesso grandissimo appassionato di questo sport - in queste due settimane farà di tutto per sfruttare al massimo per far passare immagini e messaggi totalmente diversi da quelli che tutti più o meno sappiamo. Non a caso, alla testa di questi Mondiali non c’è direttamente, al contrario delle abitudini, la Federazione nazionale, bensì appunto il presidente in prima persona e tutto il suo Governo: come ci è capitato di leggere in questi giorni, il comitato organizzatore è diretto dal primo ministro, quello di promozione dell’evento dal ministro dell’informazione, quello dei volontari dal ministro dell’educazione, e via di questo passo.
Adesso, però, la parola passa - deve passare - all’hockey, e ai suoi interpreti sul ghiaccio e ai suoi appassionati sugli spalti. E allora, al di là di tutto e di tutti, che sia festa grande anche quest’anno!
Il servizio di Andrea Torreggiani con Matthias Seger e Roman Josi (Sport Radio 08.05.2014, 17h45)
RSI Sport 08.05.2014, 19:33
Contenuto audio
Il servizio su Minsk (Svizzera-Russia 09.05.2014)
RSI Sport 09.05.2014, 16:20

