Il ritornello rimane quello che in fondo ci accompagna fin da settembre. Non si dice né si pensa insomma nulla di nuovo sul fronte ticinese quando si parla di mancanza di continuità a livello sia di rendimento sia, di conseguenza, di risultati. Quando si parla cioè di un Lugano che nel giro di 24 ore prima batte – pur giocando a corrente alternata – il Davos sì in crisi di prestazioni ma pur sempre d’alta classifica, per poi andare però a perdere e giocare male in casa del Rapperswil ultimissimo in classifica (in altre parole: ottava vittoria casalinga e quinta sconfitta esterna consecutive…). E quando si dice di un Ambrì che il venerdì batte piuttosto bene lo stesso Rapperswil, ma che la domenica non riesce a centrare il vero "colpaccio" in quel di Davos, ed alla lunga perde anzi pesantemente. Incostanza di prestazioni e risultati, appunto.
Ed ora siamo ormai ad appena 4 partite dal capolinea della regular season, e gli obiettivi realistici rimangono allora quelli che – pur transitando da qualche breve fase di… illusione – sono da un sacco di tempo. Per il Lugano il quarto posto, e relativo abbinamento con Davos o Zugo (che al momento sembra però avere almeno una marcia in più). Per l’Ambrì la classifica nuda e cruda, ovvero la necessità di fare più punti possibili senza più pensare alla linea ma piuttosto alla lunga volata a tre verso una salvezza assolutamente da anticipare al termine del girone di playout.
A costo d’annoiare, ribadiamo allora che senza continuità di prestazioni e di risultati, continuando insomma a fare un passo avanti e uno indietro, né bianconeri né biancoblù possono illudersi di riuscire ad andare oltre i rispettivi obiettivi minimi. Pessimismo? Semplicemente realismo.
(pi.gi.)
Il punto al campionato



