di Andrea Torreggiani
Matteo Romanenghi è una delle belle sorprese, se non la più bella in assoluto, della stagione 2017-18 del Lugano. L'attaccante 22enne ha infatti trovato la giusta maturità e la giusta continuità per ritagliarsi un ruolo da titolare, tanto da essere schierato da coach Greg Ireland in tutte e 45 le partite fin qui disputate dai bianconeri. Senza dimenticare le prime due reti in National League, messe a segno nel derby contro Friborgo ed Ambrì. "Prima o poi dovevo sbloccarmi - ha sottolineato il momò - ora sono veramente tranquillo sul ghiaccio e così riesco a dare il mio meglio".
"Se ci sentiamo più leggeri dopo la qualificazione ai playoff? No, affatto, lotteremo per raggiungere l'obiettivo del secondo posto in classifica"
Matteo Romanenghi
Romanenghi non esita ad attribuire parte del merito della sua crescita sia ad Ireland, sia al lavoro svolto la stagione scorsa con Luca Cereda nei Ticino Rockets. "Greg è un allenatore che ti parla tanto - ha spiegato il numero 70 bianconero - e così facendo ti aiuta a stare tranquillo. Mi ha davvero aiutato tanto questa stagione. Ma tanto mi hanno aiutato anche i Rockets, sotto tutti i punti di vista, dalla condizione fiisica alla fiducia. Per chi non trova spazio in prima squadra è importantissimo che ce ne sia una seconda dove poter giocare. Sono sicuro che in futuro si vedranno i frutti di questo progretto".
NL, l'intervista a Matteo Romanenghi (01.02.2018)
RSI Sport 01.02.2018, 16:39
Legato a Rete Uno Sport del 02.02.2018, 07h30

