HOCKEY - IL COMMENTO

Personalità e carattere ci sono, dai leader ora serve qualcosa in più

Per venire a capo dei Lions (e Hrubec) l’HCL ha bisogno una mano dai propri top

  • Un'ora fa
  • 32 minuti fa
Sostenuti a gran voce dalla Curva Nord

Sostenuti a gran voce dalla Curva Nord

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Di: Diego Medolago 

Partiamo dalle cose positive: a livello mentale il Lugano è pienamente in questa serie. Certo, il 2-0 in favore dello Zurigo rende il passaggio del turno una sfida ancora più difficile rispetto a quanto si pensasse alla vigilia, ma le due prestazioni fornite dagli uomini di Mitell hanno fatto capire che Thürkauf e compagni hanno argomenti per provare a impensierire i Lions. Bisognerà ovviamente ritrovare l’equilibrio tra sortite offensive e solidità difensiva, perso per 40’ buoni nel tentativo di scardinare la retroguardia zurighese, ma il terzo tempo visto alla Cornèr Arena è un messaggio importante: invece che lasciar andare il match e concentrarsi su gara-3 i bianconeri hanno messo a ferro e fuoco la porta di Hrubec, andando vicini a una clamorosa rimonta. Bayer e il suo staff sono sembrati in confusione nella gestione tattica dell’ultima parte dell’incontro, mostrando che anche una macchina come quella dei Lions può incepparsi se messa sotto pressione.

Si diceva di Hrubec. E qui iniziano le note dolenti. Non si può non partire dal portierone numero 30, vero e proprio protagonista di queste due prime sfide dei quarti di finale. Vero, la qualità dei tiri dei ticinesi (67-44 il totale nella serie a favore dell’HCL) non è uguale a quella dei giocatori dello ZSC, ma il ceco si sta dimostrando una volta di più l’asso nella manica della sua formazione. Sicuro, pulito, mai fuori posizione. Alla lunga risulta quasi frustrante scontrarsi con questo “mostro finale”, dopo aver superato la già competente copertura dei vari Kukan, Marti e Lehtonen. Fondamentale sarà dunque riuscire a trovare conclusioni che possano togliere un po’ di fiducia al 34enne, affinando l’esecuzione per non permettergli di tornare in posizione. Anche perché, come ben hanno potuto notare le bocche da fuoco bianconere, una volta messosi al suo posto è quasi impossibile da superare.

A fare la differenza però al momento non è solo il portiere, ma anche gli altri “top”. Frödén, Andrighetto e Malgin (solo per citarne alcuni) stanno facendo la differenza, mentre in casa bianconera mancano ancora all’appello tanti dei giocatori più rappresentativi. Thürkauf e Simion stanno faticando parecchio, così come Sanford e Canonica. Senza il loro apporto per il Lugano è impensabile poter battagliare e soprattutto vincere contro questo Zurigo. La buona notizia quantomeno è che la serie non è finita e c’è ancora tempo per iscriversi alla contesa. Chissà, magari già mercoledì alla Swiss Life Arena, per ridare subito pan per focaccia ai Lions e riaprire il discorso qualificazione alle semifinali.

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