Il gol d'apertura e tanto lavoro per Herzog
Il gol d'apertura e tanto lavoro per Herzog (Keystone)

Prima i "duri", poi gli NHLers e la Svizzera va

La Nazionale tiene botta nel 1o tempo e smorza l'entusiasmo danese pure sugli spalti

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dall'inviato a Helsinki Ariele Mombelli

Highlight: chiamata ad alzare il suo livello dopo un esordio decisamente agevole contro la modesta Italia, la Svizzera ha risposto presente con la rognosa Danimarca. E se è vero che il risultato è stato messo in cassaforte ad inizio del secondo periodo, con quei due gol in rapida successione di Meier (21'03") e Suter (25'01"), è altrettanto vero che tagliare il traguardo della prima sirena in vantaggio, visti i 6' totali passati in inferiorità numerica e l'inizio a buon ritmo dei danesi, non era affatto scontato. Stingendo inizialmente i denti, tutto poi è diventato più facile.

Top player: se la Svizzera rende facile una partita che non lo era del tutto, il merito va assegnato al collettivo. Nel primo periodo, quando il gioco si fa duro, i nostri "duri" - su tutti Herzog e Scherwey - rispondono colpo su colpo alla fisicità degli avversari. Poi, chiusi in vantaggio i primi 20', sono saliti in cattedra gli NHLers - Meier, Suter, Moser e Kurashev nell'ordine - che hanno messo in mostra tutto il loro talento offensivo. Tutto questo senza dimenticare la prestazione di Genoni, che ha risposto alla grande quando chiamato in causa. Lo shutout è lì appunto a sottolinearlo.

Time out: se con l'Italia i tifosi rossocrociati hanno potuto regnare incontrastati, prendendo praticamente possesso dell'intera pista, questa volta hanno dovuto condividere l'Helsinki Ice Hall con i danesi, tra i più numerosi giunti nella capitale finlandese. Partiti con coraggio, proprio come i loro beniamini sul ghiaccio, i fans nordici si sono spenti con il passare dei minuti e... dei gol incassati. Da un continuo batti e ribatti al grido "Danmark, Danmark" e "hopp Schwiiz, hopp Schwiiz", si è passati ad un monologo di urla di gioia rossocrociate. Pure sulle tribune.

 
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