di Diego Medolago
Un'altra settimana da dottor Jekyll e mister Hyde per il Lugano, passato dalla delusione del derby perso davanti ai propri tifosi, all'esaltante rimonta di Ginevra, per poi tornare a masticare amaro contro il Davos. Le sconfitte sono figlie di un attacco che spara a salve, sbloccatosi solo nei pazzi 40 minuti delle Vernets, e di una difesa che fa acqua da tutte le parti. Se a questo si aggiunge anche un Koskinen meno sicuro del solito, i risultati non possono che essere questi.
* Arcobello/Connolly: il capitano è tornato al gol dopo 13 partite d'astinenza e lo ha fatto in grande stile, mettendo a segno addirittura una tripletta. Il canadese invece non sembra mai nel vivo del gioco, poi l'occhio scappa al tabellino: 5 punti alle Vernets, 33 in altrettanti match giocati e casco giallo ampiamente meritato.
- Mikko Koskinen: negli ultimi 10 match dei bianconeri il 34enne ha una percentuale di parate dell'84,6%. Pur senza grande supporto da parte della difesa, Koskinen sta dando meno sicurezza ed è incappato in qualche errore di troppo, come sull'1-0 ginevrino di Richard.
-- La difesa: ventun gol subiti nelle ultime 5 partite. Gianinazzi aveva detto di essersi focalizzato sull'aspetto difensivo durante la pausa natalizia ma i risultati non si vedono ad immagine di Alatalo, spesso disordinato e con +/- negativo in tutti e tre i match. L'innesto di Klok potrebbe dare equilibrio al reparto arretrato.
--- L'efficienza offensiva: il Lugano è la squadra con più tiri per partita dell'intera lega, ma la penultima per efficienza realizzativa. Nelle ultime 10 partite i bianconeri hanno tirato 352 volte segnando solo 26 gol, uno ogni 13,5 tiri. Insomma, i sottocenerini seminano moltissimo e raccolgono poco o nulla: occorrerà aggiustare la mira se si vuole risalire la classifica.
Legato a Rete Uno Sport del 16.01.2023, 07h15



