Patrick Fischer, che appena può lascia Metropolit sul divano e getta nella mischia Pettersson. Che ha il coraggio di confermare Merzlikins anche in un derby, ed anche alla Valascia. Che fa di necessità virtù e mette a referto otto Under 20, anche se poi gioca buona parte della partita a tre sole linee. E il suo Lugano, a un anno di distanza e al quinto tentativo, batte l’Ambrì per la prima volta nel 2013.
Serge Pelletier, che in tribuna lascia invece il solido ma affaticato Nordlund per non togliere di formazione il creativo e in crescendo Noreau, anche per non indebolire un fronte offensivo che invece per la seconda volta consecutiva di reti gliene produce una sola.
Fredrik Pettersson , che debutta portando subito molta energia a tutta pista, ma soprattutto in un attacco che di energia ha un bisogno assoluto. E che segna pure il gol-partita.
Jason Williams, che c’è ma che ancora non è quello che era, e ci mancherebbe altro, e che deve ripartire dalla quarta linea e dai power-play.
Elvis Merzlikins, che se ne frega se è un derby e se si gioca alla Valascia, e sfodera con sicurezza quella che è probabilmente la migliore delle prime 9 partite della sua promettente carriera.
Alain Miéville , che apre le danze dopo sette minuti di gioco, ma che a sette minuti dalla fine spara a lato il tiro del possibile 2-2 a tu per tu con il portiere.
Dominik Schlumpf, che cresce in maniera esponenziale tra i difensori bianconeri.
Inti Pestoni , che non segna da quindici partite.
Gli arbitri Brent Reiber e Daniel Stricker, che stavolta il video lo consultano in due sole occasioni, entrambe ancora sull’1-1, prima per vedere un’asta ammaccata da Williams, e poi per non vedere un disco… invisibile che cade in porta assieme a Merzlikins.
La Lega Nazionale, ovvero i club, che – stagione dopo stagione – inseriscono, tolgono, spostano, anticipano, rinviano e infine accettano di tutto e di più in un calendario che – tanto per dirne una di stretta attualità – già domenica imporrà un altro derby. E il Lugano ci arriverà dopo due giorni interi di pausa, e l’Ambrì-Piotta invece appena 18 ore dopo aver concluso un’altra partita.
di Piergiorgio Giambonini
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I volti dei protagonisti
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