Hockey

Questione (anche) di stranieri

La chiave di lettura del primo derby stagionale

  • 04.10.2014, 11:36
  • 4 maggio, 13:44
Festa... supplementare per i biancoblù alla Valascia

Festa... supplementare per i biancoblù alla Valascia

  • Keystone
Di: RSI Sport 

di Piergiorgio Giambonini

Vai avanti tutta la sera, o quasi, a pensare e credere che in questo derby – vivace, piuttosto intenso e coinvolgente nel suo sviluppo, ma non bello nel senso stretto dell’aggettivo – a fare la differenza sono gli stranieri del Lugano, e in particolare i due svedesi. E vai avanti a pensare e credere che, comunque vada a finire (ma chi mai dubita più del successo bianconero sul 2-0 e soprattutto sul 4-1?), i quattro “import” dell’HCL sono più forti di quelli dell’HCAP.

Ma alla fine ti sbagli di grosso. Perché alla fine a vincere è l’Ambrì. E a fare la differenza vera, quella concreta, quella vincente, è l’operaio specializzatissimo Adam Hall quando in avvio di overtime e in inferiorità numerica va a recupare il disco nel bel mezzo dei quattro stranieri avversari in piena fase d’impostazione del power-play, e poi si porta Pettersson a rimorchio fin davanti a Manzato. E lì se ne libera – con grandissima classe e intuito – con un “360” che se fosse stato un rigore con il nuovo regolamento glielo avrebbero dovuto annullare. E al resto ci pensa Manzato.

Torniamo però agli stranieri. Pensi e credi troppo a lungo il contrario di quanto poi succede in realtà quando il derby entra nella fase decisiva. Perché sono solo i fatti a contare. Il funambolico Petterson porta sì il Lugano sul 2-0, ma poi si fa prendere dalla “supponenza” di chi sa di essere, a livello individuale, il migliore in pista: di un altro pianeta, addirittura. “Supponenza” che “Magic Hands” Klasen fa del resto sua per l’intera serata. I due svedesi giocano quasi esclusivamente per e tra loro due, e chissà cosa ne pensa in tribuna l’assistant-coach della loro nazionale Peter Popovic: l’enorme classe dei suoi due connazionali da una parte, gli eccessi di individualismo dall’altra, indiscutibili l’una e gli altri.

E sull’1-4 a riportare a galla l’Ambrì sono allora il sempre più presente (e finalmente a bersaglio!) per quanto assai meno spettacolare Aucoin, e poi, con parecchia fortuna, il pachidermico ma mai sottovalutabile Giroux. Perché Giroux è e sempre sarà Giroux: prendere o lasciare, ed è decisamente meglio prendere. Un po’ di spinta alla distanza la dà pure l’esordiente Kinrade, e il gol-partita lo trova infine Hall (e sale a quota 5 in stagione). Ma di questo già si è detto.

Aggiungiamoci allora che il resto, a conti fatti e verificati, lo raccontano le famigerate e mai bugiarde statistiche individuali. E lì ti accorgi che i quattro stranieri biancoblù han fatto il loro dovere: Giroux e Aucoin +2/-1, Kinrade e Hall +1/-1. E i quattro bianconeri invece no: Filppula +1/-3, McLean -1, Pettersson e Klasen +2/-2. Anche questa, insomma, è una chiave di lettura di questo primo derby stagionale: non l’unica, certo, ma la principale.

Ottavo turno di NL A, Ambrì - Lugano

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