Sbarcato a Chicago con l'ambizione di imporsi nel prestigioso pianeta NHL, Dominik Kubalik ha prontamente preso le misure della nuova realtà americana, guadagnandosi da subito la fiducia di coach Jeremy Colliton. Eppure le cose sarebbero potute andare diversamente per il ceco, draftato dai Los Angeles Kings ma ceduto agli stessi Blackhawks lo scorso gennaio, nell'ambito di un trasferimento lampo che il 24enne rievoca con piacere: "Il mio agente mi aveva avvisato che stesse succedendo qualcosa - ha spiegato il diretto interessato - e quando mi chiamò per dirmi di Chicago, ricordo che ero sul bus con l'Ambrì. Mi comunicò che avrei ricevuto una telefonata dai Blackhawks, una gran notizia, ero felicissimo".
Da qui, e dopo aver salutato la Leventina, il rapido approdo nell'Illinois, dove l'attaccante è venuto a contatto con un mondo retto da regole ben precise: "Qui in NHL bisogna essere pronti a tutto, fa parte del business. Le cose possono cambiare velocemente, e come giocatore devi sempre lavorare duro, dimostrandoti competitivo ogni giorno. Questo è quello che cerco di fare".
Esordire a Praga, a 40' da casa mia e con tutta la famiglia in tribuna, è stato un grande momento
Dominik Kubalik
Vitali nella nuova avventura del numero 8 si stanno rivelando le due stagioni vissute in OHL in giovane età. Un apprendistato utilissimo, che gli aveva consentito di conoscere in prima persona il Nord del continente: "Quell'esperienza mi ha aiutato molto - ha confermato l'ex biancoblù - sia sul fronte dell'inglese sia perché ho imparato a vivere senza la mia famiglia, a prender cura di me stesso. Non nascondo che sia stata dura, ma grazie a ciò oggi so cosa ci vuole per fare questa vita e sono perfettamente a mio agio in tale ambiente".
Emigrazione, il servizio con Dominik Kubalik (16.12.2019)
RSI Sport 16.12.2019, 10:08



