Dall'inviato a Parigi Luca Pedroni
Nonostante gli sforzi degli organizzatori prima dell'evento, il Mondiale di hockey a Parigi è stato accolto in modo piuttosto tiepido. Attorno alla pista il ruolo da protagonista è tutto per le transenne di metallo (davvero ovunque) mentre le zone vietate al pubblico sono molte, troppe per fare dell'impianto di Bercy il centro della festa. Il terrorismo non ha colpito la manifestazione, ma la sua presenza è comunque ingombrante. Per accedere alle partite si devono superare numerosi controlli e le relative perquisizioni, mentre all'esterno gli organizzatori hanno rinunciato per motivi di sicurezza alla fanzone, prevista nel progetto originale.
Il poco, anzi pochissimo, pubblico presente sabato durante Svizzera-Slovenia era sicuramente dovuto allo scarso appeal del confronto, ma è innegabile che qualcosa non stia andando per il verso giusto. Basta infatti svoltare l'angolo, allontanarsi per 50 metri e del Mondiale non c'è più traccia. Niente tifosi, niente tendoni, niente. L'unico luogo di svago, oltre alla Hall principale della pista (accessibile però solo con un biglietto in mano per il match successivo), è una piccola area offerta da una casa automobilistica, con alcuni giochi ideali per i più piccoli. Per il resto, nulla oltre la tenda che accoglie il negozio ufficiale.
Al termine delle partite l'impianto viene rapidamente svuotato dagli addetti alla sicurezza e così il pubblico si ritrova letteralmente in strada. I tifosi sono costretti ad affollare i pochi bar e ristoranti attorno all'Accor Hotels Arena e, dopo le partite, la maggior parte di loro abbandona piuttosto rapidamente l'area.
Mondiali, l'ambiente fuori dalla pista (07.05.2017)
RSI Sport 07.05.2017, 16:06
Legato a Rete Uno Sport del 06.05.2017, 17h30

