di Piergiorgio Giambonini
Nulla, certo, è definitivo (leggi matematico), ma i risultati del weekend sembrano aver meglio definito diverse ipoteche. Ovvero il Berna (andato ad imporsi a Davos) vincitore della regular season, il confronto tra Zugo e Lugano (o tra Lugano e Zugo…) nei quarti di finale e la condanna dell’Ambrì al girone di playout.
Malgrado il successo “a difese aperte” sul Bienne (tra l’altro: appena il secondo stagionale da tre punti alla Valascia, nella serata segnata anche dal rientro di Flückiger tra i pali e dall’inserimento del giovane Fuchs al centro della prima linea), a 11 partite dal traguardo i biancoblù accusano ancora 10 punti di ritardo dagli stessi seelandesi, e tra loro e la linea restano oltretutto pure Kloten e Friborgo.
Il destino della squadra di Pelletier a questo punto sembra insomma segnato, e allora fa benissimo il coach/DS a cominciare a sottolineare che – indipendentemente appunto dalla rincorsa ai playoff – occorre comunque incamerare il maggior numero di punti possibile. Perché poi, da fine febbraio, l’obiettivo successivo e fondamentale diventerà quello di evitare il penultimo (attuale…) posto e relativo spareggio con il Rapperswil. Che per la terza volta negli ultimi 4 anni chiuderà il campionato in coda al gruppo, e per la settima consecutiva disputerà i playout, ma che sempre ha poi trovato il sistema di condannare qualcun altro alla sfida-incubo con i neo-campionati di LNB!
Sul fronte Lugano, con il Davos terzo a +6 e il Losanna sesto a –12, si profila invece la sfida con lo Zugo nei quarti di finale, bis di due anni or sono, e con un conto aperto in casa bianconera… L’obiettivo più realistico per la squadra di Fischer diventa allora quello di strappare ai tori di Kreis 4° posto e fattore-pista. Ma per riuscirci – ultimo confronto diretto a parte (30 gennaio a Zugo) – l’HCL dovrà ovviamente ritrovare continuità, solidità ed equilibri a tutta pista e sui 60 minuti, e i gol di Pettersson (ora a quota 30 in stagione, ma che nelle ultime quattro partite ha firmato solo il 4-2 di domenica a porta vuota) e con maggiore frequenza quelli di Brunner.
Nel weekend, intanto, il Lugano (ridisegnato in funzione dell’assenza di Filppula) prima ha perso 3-1 a Berna una partita giocata a corrente alternata, poi ha vinto come detto 4-2 alla Resega contro il Kloten (per la cronaca: 4 punti in 8 partite con Simpson al posto di Hollenstein...) dopo aver però rischiato di dilapidare il triplo vantaggio trovato tra il 31’ e il 39’. Alti e bassi, appunto, ai quali Fischer e Andersson dovranno assolutamente trovare delle soluzioni, “perché ora – come sottolineato a giusta ragione dallo stesso head coach – non conta più lo spettacolo ma solo la solidità”. Ovvero i risultati.
NL A, il servizio su Lugano-Kloten (Domenica Sportiva 18.01.2015)
RSI Sport 18.01.2015, 21:18

