di Alessandro Tamburini
Dicembre. Arrivano le vacanze. Quelle di Natale. Panettone, champagne, regali e relax. Un po’ di neve, due scodinzolate a corto raggio, qualche patatina col ketchup e la televisione. Immancabile. Perché ci si stanca di togliere i guanti e credere che la vita sia solo smartphone e tablet. L’accendi e guardi la Coppa Spengler, perché è una tradizione. E le tradizioni valgono più della tecnologia. Per i pochi non rappresentativi che non capiscono servirebbe un giro tra “noi altri”...
E vedi Davos e Servette, Giroux col Team Canada, Pestoni e le sue serpentine, i rinforzi svedesi del Rapperswil alla corte di Del Curto. E pensi ai playoff/out/in. Perché tutto è “in” per gli snob, quelli che credono che se non sei “trendy”, se non sei “connesso” col mondo, non sei nessuno.
E ripensi alle parole di Giroux, l’uomo che meglio rappresenta una bellissima coreografia della Curva Sud dell’Ambrì: Asterix, Obelix e Giroux. “Alla Spengler vado perché preparo la seconda parte della stagione, gioco, lavoro, vivo di hockey”. E nessuno in Svizzera ha segnato come lui dopo Capodanno, mentre Davos e Ginevra comandano le loro serie. Una dominando il Berna, l’altra sopravvivendo alla grande alla corazzata Zurigo tra dissenteria, infortuni e macumbe anti-McSorley.
Ed allora capisci che tra teorie, gruppi di lavoro, parole e sermoni, alla fine contano sempre le tre C di Zanatta che finiscono in rima.
Lavoro, lavoro ed ancora lavoro. Mentre c’è chi si accontenta di allenamenti a ranghi ridotti e amichevoli pandoriane, altri si “smazzano” la Spengler, ad immagine di un’estate e di un pensiero fisso che dura tutto l’anno: lavorare, crescere, vivere per l’hockey. Non sushi, birra, nani e ballerine. Poi c’è chi vince e chi lotta per sopravvivere trascinato dai rinforzi della Spengler.
E quel segreto: nessuno è più malato, pazzo, innamorato del suo lavoro nell’hockey svizzero, di Del Curto e McSorley. Per batterli, o hai soldi, le star, l’esercito e la fortuna. O sei fritto: come un pollo mangiato dai “Galli”, un cinghiale a fuoco aperto. Mentre i ”fenomeni” cercano sul loro smartphone l’indirizzo della felicità.
Via Lavoro, numero Tanto, codice postale CCC.
L'intervista a Félicien Du Bois (Rete Uno Sport 24.03.2015, 07h00)
RSI Sport 24.03.2015, 11:35
Contenuto audio
L'analisi del weekend in 3 tempi e un overtime (Sport non stop, 22.03.2015)

