Se fosse per Mitell probabilmente il campionato non si fermerebbe mai. Per la terza volta infatti il Lugano torna dalla pausa e incappa in una sconfitta: era già successo a novembre contro il Langnau e a dicembre contro i Lions, due match in cui i bianconeri erano parsi ingolfati e poco lucidi. Esattamente come a Bienne, dove Thürkauf e compagni non sono riusciti a riprendere da dove avevano terminato. Meglio, e di parecchio, invece il giorno dopo, in una partita col Friborgo che sapeva già tanto di playoff. E questo con soli quattro stranieri e mezzo, a riprova che - se non si segue il sistema - lo staff non guarda in faccia a nessuno.
Calvin Thürkauf
Sembra essere tornato lo stantuffo inesauribile di un paio di stagioni fa. Fisicamente dominante, è già arrivato a quota 12 reti dopo una partenza a rilento. Capitano che guida il gruppo dando l’esempio, e che esempio!
Luca Fazzini
Smaltito il colpo prenatalizio, il Fazz ci ha messo poco a ritrovare la via della rete (e fanno 13). La cosa più bella del weekend però è il passaggio all’indietro in mezzo alle gambe per il gol di Sanford, dimostrazione di un’intelligenza hockeystica sopraffina.
Lorenzo Canonica
Ormai finisce nei “top” quasi per inerzia. Importantissimo il suo lavoro sporco in una linea che si completa alla perfezione. Ma che senza di lui sicuramente non performerebbe così.
Mike Sgarbossa e Connor Carrick
Il primo addirittura messo in sovrannumero, il secondo schierato come settimo difensore e sceso sul ghiaccio solo 11’ anche a causa dell’infortunio di Dahlström. Le prestazioni dei due continuano a essere al di sotto delle aspettative e Mitell ha voluto lanciar loro un messaggio chiaro: o alzate il livello o possiamo fare a meno di voi. Basterà?

A tutto hockey
A tutto Hockey 03.01.2026, 23:05




