Era dal 23 novembre del 1982, dai tempi di Fabio Gaggini e Bruno Genuizzi, che Lugano e Ambrì non schieravano contemporaneamente due capitani ticinesi durante un derby. Stavolta a guidare sul ghiaccio della Resega c'erano Alessandro Chiesa da una parte e Paolo Duca dall'altra. Due giocatori che sono anche venuti a contatto durante la sfida, anche se in modo fortuito, quando il bianconero ha colpito con un bastone alto il leventinese.
Un match che l'Ambrì ha perso, anche e soprattutto per causa propria, non sfruttando il doppio powerplay e, anzi, facendosi infilare per ben due volte dai padroni di casa. "Non faceva ovviamente parte dei nostri piani questa situazione - ha commentato Duca - Non siamo riusciti ad impostare bene l'azione, siamo usciti male dal terzo. Questo e l'inizio del secondo periodo sono stati decisivi. Nel terzo tempo abbiamo buttato via la partita. Peccato, perché possiamo veramente giocarcela contro tutti, e non è una frase fatta, è la realtà. Stasera abbiamo fatto troppi errori per pretendere di venire a Lugano e portare a casa la partita".
"Con quella penalità di 5' non sfruttata ci siamo sparati nei piedi"
Paolo Duca
A condizionare non poco questo primo derby stagionale ci si è messo anche il caldo torrido. "Oggi era veramente difficile costruire un'azione con calma - ha spiegato Chiesa - Peccato per la qualità della partita: l'intensità comunque non è mancata". Per il difensore bianconero era la prima partita tra Lugano e Ambrì da capitano: "Un derby è sempre un'emozione particolare. Oggi in più ero molto concentrato su come gestire le mie emozioni, a parlare con l'arbitro ed evitare di andare troppo aggressivo nei suoi confronti. È stata una buona partita anche per imparare queste cose".
"Con questo ghiaccio era davvero difficile giocare"
Alessandro Chiesa
NL A, le interviste ad Alessandro Chiesa e Paolo Duca (10.09.2016)
RSI Sport 10.09.2016, 23:34



