Formato a Toronto, maturato a Denver, con alle spalle un'esperienza di alcune settimane in Russia a Kazan. Ryan Wilson come è giunto per la prima volta in Europa e più precisamente a Lugano? "Ero a casa aspettando un provino della NHL quando i bianconeri si sono interessati a me ed hanno contattato il mio agente. È andato tutto molto velocemente. Ho subito pensato che sarebbe stata una buona occasione per rimettermi in gioco perché ero inattivo da tutta l'estate e avevo bisogno di giocare". Una nuova vita, molto diversa, ma l'adattamento sta andando bene: "Quasi tutti nello spogliatoio parlano inglese e questo aiuta. Poi Gardner, canadese come me anche se è nato qui, mi ha introdotto nell'ambiente e mi ha facilitato l'approccio".
"Il mio italiano? Cercherò di impararlo. Sartori mi insegna ogni giorno alcune parole nuove, ma non le posso dire in televisione"
Ryan Wilson
Un giocatore roccioso, prettamente difensivo: "Quando ho iniziato a giocare da piccolo il mio primo coach ci proponeva ripetizioni pattinando avanti e indietro. Lui ha capito che ero più a mio agio a pattinare a ritroso, così mi ha subito sistemato in difesa. Nell'hockey però ci sono tanti ruoli con tante caratteristiche diverse al punto che non voglio essere confinato ad una sola specializzazione. Cerco di proporre un gioco completo".
NL A, il ritratto di Ryan Wilson (Sport Non Stop 23.10.2016)
RSI Sport 23.10.2016, 19:20

