OLIMPIADI - IL COMMENTO

Attoniti assistiamo all’imponderabile riscrittura della storia

Si attende Odermatt ed emerge tra l’incredulità generale ancora Von Allmen

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Due fenomeni

Due fenomeni

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Di: Federico Fiorito, inviato

A Bormio le Olimpiadi si stanno tingendo sempre più di rossocrociato, proprio come era successo ai Mondiali di Saalbach, proprio come avviene ad ogni gara sul lato sinistro dell’arrivo, dove si appostano i tifosi per seguire le gesta dei loro prodi eroi. Al momento le medaglie stanno quasi tutte qua: gli sciatori svizzeri ne hanno conquistate cinque sulle sette dell’intera delegazione, ma soprattutto cinque sulle nove totali assegnate sulla pista Stelvio. E speriamo che questo pendio possa regalarci altre soddisfazioni. Detto questo, nessuna novità: alla vigilia dei Giochi chiunque avrebbe potuto scommettere piuttosto serenamente sulla buona riuscita della squadra maschile di sci. Eppure oggi abbiamo assistito attoniti all’imponderabile.

E l’imponderabile porta un nome e un cognome: Franjo von Allmen. Sono in tanti qui sulla collinetta di fianco alla pista, la stragrande maggioranza svizzeri e ovviamente fanno il tifo per tutte e quattro le frecce a disposizione della balestra rossocrociata. Ma la preferenza per Marco Odermatt è piuttosto evidente. È lui il grande atteso del mercoledì valtellinese. Lui deve riscattare la grande delusione di sabato e il parziale smacco di lunedì. Lui, dominatore da tre anni a questa parte in super G in Coppa del Mondo, nonché detentore dell’oro iridato, è il grande favorito. Franjo ha già disputato la sua prova ed è da alcuni minuti seduto sulla poltrona del leader quando Odi si presenta al cancelletto di partenza. Inizia bene, primo intertempo verde e grandissima ovazione. Da lì in poi il cronometro non è più amico del nidvaldese, si spera in un finale strepitoso che non arriva. Cala un silenzio impressionante, di quelli che puoi vivere a Wengen quando cade qualcuno e i 10’000 della Girmschbiel smettono improvvisamente di bivaccare. Ma qui nessuno è caduto, nessuno si è fatto male - perlomeno fisicamente - ma la delusione è grande. Sono evidentemente arrivati per assistere a un altro risultato e ci mettono un po’ a capire che l’oro è assicurato e il bronzo facilmente difendibile.

Eh sì, l’oro è già lì, perché l’Imponderabile, trascinato comunque con trasporto da tutti i tifosi, ha già compiuto la sua impresa, senza che però nessuno se ne potesse accorgere prima di attendere la gara dei più temibili avversari. Sei podi in super G in Coppa del Mondo, una sola vittoria e già due ori al collo qui a Bormio che, anche solo per la legge dei grandi numeri, lo rendevano un mezzo outsider. Se nella combinata a squadre Von Allmen deve il suo successo a un prefetto Tanguy Nef, oggi è tornato ad essere l’uomo dei grandi appuntamenti. Aiutato anche da ottimi materiali, preparati con cura dallo skiman Sepp Kuppelwieser che già aveva fatto le fortune di Beat Feuz a Pechino, il 24enne ha evidentemente saputo leggere, decifrare e capire meglio di chiunque altro i segreti che la Stelvio nascondeva in questa prima settimana bormina. E la leggerezza con cui ha potuto presentarsi oggi al cancelletto, dopo i due titoli già conquistati, ha recitato anche il suo ruolo per spingerlo al traguardo e poi un’altra volta sul gradino più alto del podio tra l’incredulità generale, mentre attoniti guardavamo scrivere una nuova pagina della storia dello sci.

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