OLIMPIADI - FREESTYLE / SNOWBOARD

Big air da Coira e competenze engadinesi dietro il park di Livigno

Paolo La Fata: “Non era scontato arrivare pronti per l’inizio dei Giochi”

  • Un'ora fa
Una struttura dominante

Una struttura dominante

  • Keystone
Di: Federico Fiorito, inviato

Arrivando a Livigno, oltre agli innumerevoli duty free sparpagliati lungo la strada dopo la dogana sul Passo del Foscagno, la prima cosa che si nota è l’imponente struttura del big air, che sovrasta letteralmente il paesino di montagna e deturpa anche un po’ il paesaggio. Per fortuna che a fine Giochi verrà smontato e riutilizzato da qualche altra parte, restituendo al villaggio di montagna la sua tradizionale fisionomia. Sì, perché i 65 metri di rampa - dai quali si lanceranno a partire da sabato Mathilde Gremaud, Andri Ragettli e gli altri freestyler rossocrociati - provengono da una ditta svizzera, specializzata in strutture temporanee, e hanno già svolto lo stesso ruolo in passato a Zurigo e a Coira.

“Rispetto al freestyle.ch, in cui il salto si sviluppava interamente su un’impalcatura, qui lo hanno diviso in due. C’è l’impalcatura dietro e la neve davanti. Una cosa che non era mai stata fatta prima”, ci ha spiegato Paolo La Fata, un altro svizzero che ha recitato una parte importante nell’accelerazione dei preparativi per arrivare pronti all’appuntamento a cinque cerchi. Lui è lo sport coordinator per park and pipe, ovvero il responsabile di tutti i campi di gara dello snowpark olimpico di Livigno, che ha visto la luce decisamente in zona Cesarini.

I lavori per il big air sono stati conclusi due settimane fa. Pochi giorni prima dell’inizio

Paolo La Fata

“Mi hanno chiamato dopo i Mondiali di St. Moritz, per i quali ho svolto lo stesso ruolo - ha spiegato l’engadinese - Ho fatto tutta una prima parte di lavori online, poi a inizio gennaio sono arrivato qui e i preparativi erano molto in ritardo. Mancavano 800 mila metri cubi di neve. Sarebbe bastato un po’ di caldo per far fallire il progetto. Fortunatamente tutto è andato bene e mi sembra di poter dire che sono tutti soddisfatti”. A Livigno un oro è già arrivato e la Svizzera può recitare un ruolo anche, appunto, nel big air e nello skicross per andare a scalare posizioni nel medagliere olimpico. Chissà che questa aria di casa non porti fortuna ai nostri colori...

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Milano Cortina 2026, l’intervista a Paolo La Fata (12.02.2026)

RSI Sport 13.02.2026, 08:01

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