OLIMPIADI - IL COMMENTO

Cortina e i pericoli di procRastinare fino all’ultimo

La squadra femminile ancora non si sblocca, ma i flop sono un po’ ovunque

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Oggi è andata così

Oggi è andata così

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Di: Nicola Rezzonico, inviato

Bormio sette, Cortina zero. Non ci voleva un chiaroveggente per illuminarci sulla disparità delle forze in gioco, eppure anche noi, qui nelle Dolomiti, speravamo di raccogliere qualcosa in più. Tenendo bene a mente tutte le attenuanti del caso (senza Michelle Gisin e Lara Gut-Behrami, coppia pluripremiata in ambito olimpico, era insensato pensare di poter competere con gli uomini), c’era comunque un’ottimistica apertura alla sorpresa. Nulla da fare, il conto langue. E dopo quattro gare, lo spettro che ci aveva raggelato a Vancouver 2010 (l’ultima edizione priva di acuti rossocrociati nello sci femminile) torna ad aleggiare minacciosamente nell’aria. Per scacciarlo occorrerà redimersi fra tre giorni, proprio all’ultima curva. Sul terreno preferito, sì, ma con una pressione non certo irrilevante.

Se fino al super G, in fondo, tutto si è sviluppato secondo logica (una logica che non ci vedeva appunto protagonisti), oggi - per la prima volta - quel sentimento di impotente accettazione ha lasciato spazio al rammarico, a una palpabile amarezza. Più che giustificata, puntualizziamo, viste le credenziali con cui Camille Rast si presentava al cancelletto di partenza: le sette top 5 consecutive ottenute nella disciplina promettevano ben altro, sia sul piano del risultato sia - va da sé - in termini di adattabilità al tracciato. Su questo, non particolarmente tecnico, la 26enne vallesana ha invece intaccato la sua prova già al mattino, per poi scordare nel cilindro - lei che da piccola si dilettava con le arti circensi - un raro coniglio dorato in grado di incantare la platea. Per buona pace di chi, tra i cinefili, attendeva trepidante l’undicesimo e riuscitissimo capitolo di… Rast & Furious.

Ma il novero delle deluse conta almeno altri quattro nomi. Si va da Julia Scheib all’adirata Sofia Goggia, trovatasi lì a battagliare per quello che sarebbe stato il suo primo podio in gigante da otto anni a questa parte; da Alice Robinson a una fiacca Mikaela Shiffrin, costretta a masticare amaro per l’ottava volta di fila (!) sul palcoscenico olimpico malgrado una tracciatura, quella pomeridiana, teoricamente ideata per lei. Tutte portate a lezione da Federica Brignone, davvero impressionante nel suo incedere maestoso verso una doppietta - gigante e super G - che in campo femminile non aveva precedenti. Nel giro di poche ore, la 35enne è entrata per direttissima in un’altra dimensione, dimostrando dove possono condurre resilienza (termine spesso abusato, ma non qui), consapevolezza e Fede nel destino. A quest’ultima ci aggrapperemo pure noi di Cortina, allora, noi che tanto amiamo la procRastinazione.

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Milano Cortina 2026, il servizio sul gigante femminile (Studio olimpico 15.02.2026)

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Milano Cortina 2026, la seconda manche di Camille Rast nel gigante D (LA2 Sport Live 15.02.2026, 13h30)

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