OLIMPIADI - IL COMMENTO

Si chiude con un’altra giornata storica la febbrile corsa all’oro

A Bormio arrivano 4 titoli olimpici come mai da quando si disputano 5 gare

  • Oggi, 17:56
  • 2 ore fa
La terza medaglia a Bormio di Meillard è quella più preziosa

La terza medaglia a Bormio di Meillard è quella più preziosa

  • Keystone
Di: Federico Fiorito, inviato

È stata scritta e riscritta la storia qui a Bormio. Lo abbiamo ripetuto nei giorni scorsi, lo ribadiamo oggi nel giorno del trionfo di Loïc Meillard, che riporta la Svizzera sul gradino più alto del podio dello slalom 78 anni dopo Edy Reinalter, colui che nel 1948 vinse a St. Moritz la prima prova tra i paletti stretti delle Olimpiadi. Il vallesano - che fra qualche mese diventerà papà per la prima volta - è stato bravo ad approfittare del pettorale basso in una complicatissima prima manche e a domare la tracciatura di Mauro Pini, resa ancor più difficile dalla fitta nevicata, dalla scarsa visibilità e dall’assenza di punti di riferimento. Ed è stato poi abile nella seconda a mantenere la calma, a non farsi prendere dall’agitazione di dover andare a conquistare una medaglia olimpica, chiudendola con il primo tempo di manche al pari del secondo classificato Fabio Grstein. D’altra parte dal campione del mondo in carica ci si può aspettare questa freddezza.

Freddezza che è mancata ad Atle Lie McGrath che, dopo la scomparsa del nonno a cui era molto legato, chiude il suo tormentato soggiorno in Valtellina con una camminata solitaria verso il bosco che è già l’highlight di Milano Cortina 2026. Abbiamo visto spesso il norvegese mandare messaggi al cielo in questi giorni di gare e siamo stati colti da sentimenti contrastanti quando la sua inforcata ha consegnato alla Svizzera la ciliegina da mettere in cima a un’enorme torta olimpica. D’altra parte lo sci - e lo slalom in particolare - è uno sport crudele come ha ripetuto in conferenza stampa Henrik Kristoffersen, che ha beneficiato pure lui dell’uscita del compagno per salire sul gradino più basso del podio.

La Nazionale maschile di sci lascia dunque Bormio con otto medaglie - oltre la metà delle 15 qui assegnate - come successo soltanto allo squadrone austriaco due altre volte nella storia dal 1988 a questa parte, ovvero da quando ai Giochi si disputano cinque gare. Ma nessuno era mai riuscito a conquistarne quattro del metallo più prezioso. La Svizzera ha decisamente trasformato la stazione valtellinese nella propria personalissima Klondike, facendo diventare l’ Olimpiade un’incredibile corsa all’oro come per altro avevamo già assistito un anno fa ai Mondiali di Saalbach. E l’anno prossimo l’appuntamento iridato sarà sulle nevi di casa nella speranza che l’opulenza non ci faccia sedere letteralmente sugli allori.

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