CALCIO - NAZIONALE

Ci saranno 1’600 svizzeri per l’esordio contro il Qatar

Questi i tagliandi venduti attraverso i canali ufficiali della Federazione

  • 11 giugno, 19:56
  • 11 giugno, 20:17
Pronti a dare il loro supporto

Pronti a dare il loro supporto

  • Keystone
Di: Gianluca Pusterla, inviato

Diciamolo subito: non ci sarà un’invasione di tifosi svizzeri. La Federazione ha comunicato oggi che saranno almeno 1’600 gli svizzeri presenti allo stadio per la prima partita. Si tratta dei biglietti acquistati attraverso i canali ufficiali; poi, naturalmente, ci sarà chi ha organizzato il viaggio in autonomia. La speranza è che le maglie rosse siano un po’ di più, grazie anche ai tagliandi comprati direttamente sul sito della FIFA. I numeri, guardando alle altre due sfide del girone, dovrebbero aumentare.

C’è curiosità per capire quale atmosfera si respirerà allo stadio. Se l’impianto nei pressi di San Francisco sarà pieno oppure no. Per ora, da queste parti, si parla soprattutto di baseball e basket. Quando giocano i Padres la città si ferma, e lo stesso vale per le Finals NBA. Anche Denis Zakaria, insieme ai compagni, ha seguito la finale tra Spurs e Knicks: “C’era grande attesa, anche tra di noi. È stato un bel momento. Quando sono stato la prima volta negli Stati Uniti mi sono innamorato di questo sport. Devo dire che ero molto teso durante la partita e me la sono davvero goduta”.

C’è poi un piccolo paradosso. Guardando il valore della rosa svizzera, Denis Zakaria è il quarto giocatore più prezioso (25 milioni). È un titolarissimo nel Monaco, ma in Nazionale parte spesso da dietro nelle gerarchie. A centrocampo la concorrenza è forte; Yakin lo ha provato anche in difesa, ma probabilmente non lo vedremo - almeno contro il Qatar - né in una posizione né nell’altra.

Dove si trova meglio? La risposta arriva con una risata: “Se fosse per me, giocherei dal primo minuto, sicuramente. In quale posizione? In attacco”. Poi torna serio. Dice di sentirsi pronto, che il suo ruolo preferito è a centrocampo, declinato in chiave difensiva. E pronta, a suo avviso, è anche tutta la squadra, indipendentemente da chi verrà scelto per l’undici iniziale. L’esordio in Nazionale lo aveva vissuto con Petkovic, oggi c’è Murat Yakin. Per il giocatore del Monaco, però, alcune cose non sono cambiate: “Soprattutto l’ambiente. La serenità e il fatto che si scenda sempre in campo con il sorriso”.

Il selezionatore parla molto con i suoi giocatori. La domanda, allora, è inevitabile: che cosa dice a Zakaria? “È vero, il dialogo è costante. Ma posso dire che non parliamo soltanto di calcio, di tattica e di schemi, parliamo molto anche di altro”. La Svizzera, almeno sulla carta, parte favorita nel suo gruppo e Zakaria ne è consapevole: “È vero, ma non esistono più partite facili. Questo ruolo dobbiamo meritarcelo. Soprattutto dimostrando ciò che siamo capaci di fare fin dalla prima partita”. Da sabato. Con il sostegno di chi arriverà dalla Svizzera. Forse non sarà una folla oceanica, ma di sicuro si farà sentire.

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