Dopo i Mondiali 2026 con 48 squadre e 104 partite, il presidente della FIFA Gianni Infantino ha aperto la porta a un’ulteriore espansione: 64 Nazionali al prossimo torneo. La proposta, avanzata dalla Confederazione sudamericana CONMEBOL, ha già scatenato un acceso dibattito tra favorevoli e contrari.
I vantaggi dell’espansione
Il principale argomento a favore è la vera partecipazione mondiale. L’Oceania potrebbe avere due posti invece di uno, l’Africa 13 anziché 9 e l’Asia 12 invece di 8. “Se non diamo alle piccole nazioni la possibilità di partecipare a un Mondiale, togliamo loro la motivazione per migliorare”, sostiene Infantino. Il successo africano nell’attuale torneo, con nove squadre agli ottavi di finale (quasi il doppio del record precedente), sembra dargli ragione.
I Mondiali 2026 hanno dimostrato che le cosiddette piccole possono rivaleggiare con le grandi: ci sono state sconfitte pesanti come il 7-1 di Curaçao contro la Germania, ma anche storie straordinarie come la qualificazione di Capo Verde. Inoltre con 64 squadre si eliminerebbero i calcoli. Attualmente, visto che otto delle dodici migliori terze si qualificano, si sono visti match dove un pareggio bastava a entrambe per passare il turno. Con più squadre, le Nazionali conoscerebbero prima i loro avversari e avrebbero più tempo per prepararsi.
Le criticità
Il problema maggiore sarebbe il calendario che diventerebbe un incubo. Con 128 partite da disputare in cinque settimane, si arriverebbe a cinque o sei match al giorno nella fase a gironi. Considerando che i Mondiali 2030 si giocheranno in Spagna, Portogallo e Marocco, ma anche in Uruguay, Argentina e Paraguay, i fusi orari renderebbero impossibile assegnare orari specifici a ogni partita. E di conseguenza anche l’organizzazione rappresenterebbe un altro problema: servirebbero 20-22 stadi. L’attuale Mondiale ne ha 16 e si svolge già in tre paesi. In futuro sarebbe impossibile organizzare un Mondiale in un solo paese. Inoltre, i preparativi per il 2030 sono già stati fatti per 48 squadre: a meno di quattro anni dal via, un’espansione richiederebbe modifiche radicali.
Oltretutto la qualità delle partite ne risentirebbe: già con 48 partecipanti si è assistito a incontri poco entusiasmanti, soprattutto quando le piccole hanno creato barricate per tentare di mettere in scacco le grandi. Anche se poi alcune delle partite minori hanno offerto un buono spettacolo. Infine, la questione economica. Secondo i media, non ci sono prove che 16 partecipanti in più garantirebbero una crescita finanziaria significativa. I costi aggiuntivi per le infrastrutture non sono stati calcolati. Alcune fonti temono che un tale allargamento possa danneggiare la Coppa del Mondo.

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