Il Mondiale è finito con il trionfo della Spagna ed è quindi ora di tracciare i bilanci. Ecco qui la nostra top 11, schierata con un 4-2-3-1 e inevitabilmente allenata da Luis De la Fuente. Molti dei protagonisti più attesi hanno confermato le aspettative e in particolare tra gli attaccanti si sono viste parecchie prestazioni di alto livello. Come facile immaginare anche in questa formazione domina la Spagna campione del Mondo con ben quattro giocatori e l’allenatore, ma c’è spazio anche per un po’ di Svizzera.
Luis De la Fuente: la Spagna gioca per distacco il calcio migliore di questo Mondiale e il grande merito va a lui che ha coltivato questa squadra già dalle Nazionali giovanili. Passaggi a memoria e posizionamenti dei giocatori sempre perfetti: è difficile che tutto funzioni così a meraviglia in un club, praticamente impossibile in una Nazionale prima di oggi.
Unai Simon: record di imbattibilità ai Mondiali conquistato e una sola rete subita in tutto il torneo (mai nessuno arrivato così lontano è riuscito a fare meglio). Certo, è stato parecchio aiutato dal sistema difensivo, ma quando è stato chiamato in causa si è sempre fatto trovare pronto, anche con uscite lontano dalla porta.
Achraf Hakimi: il suo Marocco si ferma ai quarti, ma è senza dubbio il migliore dei suoi. Regista, assistman, incursore: non è il classico terzino confinato sulla fascia, ma sa fare tutto, fa tutto bene ed è sempre al posto giusto nel momento giusto.
Nico Elvedi: forse siamo un po’ di parte, ma il Mondiale del centrale rossocrociato è stato di livello assoluto. Mai fuori posizione e non c’è avversario che lo intimorisca nel corpo a corpo. Con Akanji ha formato una coppia solida e affidabile, ma rispetto al compagno ha mostrato un po’ più di sicurezza.
Pau Cubarsí: il più forte nella fortissima difesa della Spagna. Si distingue soprattutto per la sua velocità e le qualità tecniche. Essere un leader nella difesa campione del Mondo non è facile, esserlo a 19 anni lo è ancora meno. Con grande personalità e senza paura ha guidato una retroguardia quasi imbattibile in questo torneo.
Marc Cucurella: costantemente una spina nel fianco per ogni avversario. Si fa sempre trovare al posto giusto sia con la palla che in quei pochi momenti in cui la Spagna è senza. Ogni lancio o cross che parte dal suo piede crea inoltre dei pericoli.
Rodri: dopo stagioni complicate in seguito alla rottura del crociato, in questo Mondiale ha dimostrato a tutti perché ha vinto il Pallone d’Oro. La Spagna gira a meraviglia e lui è il cervello che muove tutto anche senza essere il più appariscente e infatti è stato premiato come miglior giocatore del torneo.
Youri Tielemans: il Belgio gioca un torneo altalenante, ma lui è sempre costante e trascina i Diavoli Rossi. Manca il quarto di finale contro la Spagna per infortunio e la sua assenza pesa nei dettagli che impediscono ai suoi di fare l’impresa.
Lionel Messi: si è presentato con una tripletta che ha subito messo le cose in chiaro: non era arrivato in Nordamerica solo per salutare il calcio che conta. Il conteggio dei gol a fine torneo dice 8, ma ad impressionare è stato come a 39 anni abbia ancora avuto la forza per fare la differenza.
Jude Bellingham: con 7 reti è diventato il miglior marcatore inglese in un singolo Mondiale. Ben più di Kane ha trascinato i Tre Leoni fino alla semifinale, non solo con i gol, ma soprattutto con le prestazioni da vero leader. Sicuramente non è stato il finale che sognava, ma ha comunque condotto l’Inghilterra al secondo miglior risultato della sua storia.
Kylian Mbappé: 8 partite, 10 gol e 4 assist, bisogna aggiungere altro? È mancato un po’ nella semifinale contro la Spagna, ma quella è stata una serata sottotono per tutta la squadra. Per tutte le sfide fino ai quarti di finale ha inoltre messo la sua firma (segnando o con un passaggio decisivo) sulla rete che ha sbloccato il risultato. Ah, come se non bastasse è pure arrivato a 22 reti (record) in 22 presenze in Coppa del Mondo.
Erling Haaland: al primo Mondiale molti si chiedevano come si sarebbe comportato. Il norvegese ha risposto nel solito modo, segnando. Non sembra sentire mai la pressione del palcoscenico o del risultato storico per la sua Nazionale ed elimina il Brasile con una doppietta che pochi altri sarebbero in grado di replicare. Non ha una squadra di primissimo livello per poter pensare di andare più lontano, ma lui si conferma uno dei numeri 9 più forti al mondo.
Mondiali, la premiazione integrale della finale (LA2 Sport Live 20.07.2026, 21h00)
RSI Sport 20.07.2026, 00:50

Mondiali, Rodri alza al cielo la Coppa del Mondo (LA2 Sport Live 20.07.2026, 21h00)
RSI Sport 20.07.2026, 00:48
Mondiali, i premi consegnati a Cubarsí, Unai Simon e Rodri (LA2 Sport Live 20.07.2026, 21h00)
RSI Sport 20.07.2026, 00:42





