Il digiuno che durava dal 31 luglio si è interrotto con il GP degli Stati Uniti. Hamilton è infatti tornato a mettere la sua monoposto davanti a tutti, facendo corsa in testa dall'inizio alla fine. Alle sue spalle si sono piazzati il compagno di squadra Rosberg, staccato di quasi 5 secondi, e Ricciardo (+19"692). Per quel che concerne la corsa al titolo, il tedesco ha ancora 26 punti di margine a tre corse dalla fine.
Partito dalla pole, l'inglese (alla 50a vittoria in carriera) è scappato subito via, approfittando anche dell'ottimo avvio dell'australiano della Red Bull, che è sgusciato dalla seconda fila e si è portato al secondo posto, creando un po' di bagarre che non ha permesso al leader della generale di tenere il passo del britannico. Indietro le due Sauber, nuovamente fuori dalle prime dieci posizioni. Ericsson ha chiuso 14o, immediatamente davanti al suo compagno Nasr, che ha tagliato il traguardo in 15a piazza.





