Motori

La carriera di Lüthi prende la svolta giusta

Alex Tamburini commenta il passaggio in MotoGP dell'elvetico

  • 23.08.2017, 16:29
  • 4 maggio, 18:33
Lanciato verso il futuro

Lanciato verso il futuro

  • Keystone
Di: RSI Sport 

di Alessandro Tamburini

Sì. Thomas Lüthi sarà in MotoGP nel 2018. Il primo svizzero a correre in questa categoria, il primo dal 1998 nella classe regina quando era 500cc con Eskil Suter.

Domani alle 10h00 è prevista la pubblicazione di un comunicato congiunto dei due team che confermerà quanto già era nell'aria in Austria. Con Miller in Ducati-Pramac, con Redding in Aprilia, Nakagami ormai vicino a Cecchinello, Alex Marquez che resterà in Moto2, la seconda Honda del team VDS (a fianco di Morbidelli) non aveva più alternative. Valide.

Thomas Lüthi sfiorò la MotoGP nel 2010 quando il suo manager Daniel Epp creò per lui la squadra (col benestare di Carmelo Ezpeleta, grande boss del Motomondiale) nella classe regina. Ma si scelse Aoyama, fresco di titolo nella 250 battendo Simoncelli, perché Tom non era al top; anzi, in crisi nella classe di mezzo tra Aprilia ed un rapporto col capo tecnico Noccioli mai sbocciato.

Il progetto naufragò, la Dorna ed Ezpeleta (sensibile a promuovere piloti anche per un ritorno d'immagine, leggasi Kallio in futuro per il prossimo GP in Finlandia nel 2019...) non "spinsero" più, Tom - in una Svizzera senza circuiti - rimase nel limbo.

Poi, però, gli astri si sono allineati. 9 podi in 11 GP quest'anno, un mercato saturo, l'istrionico conte Marc Van Der Straten (discendente della dinastia belga che ha fondato la Stella Artois) dall'innamoramento facile e dalla passione genuina che dopo l'estate ha visto in Lüthi il "fuoco sacro". Il successo a Brno, l'aggressività insolita a Spielberg.

Ed il sogno di Thomas è diventato realtà. Lo stesso sogno che a Brno al sabato lo aveva mandato in crisi (Gilles Bigot dixit, il capotecnico dall'enorme esperienza che lo ha portato ad esprimere il meglio di se negli ultimi due anni), lo stesso sogno sfiorato 7 anni orsono o coi test con la KTM l'anno scorso.

Il coronamento di una carriera straordinaria per l'ultimo campione del mondo svizzero. Ad un passo dal record di podi di Luigi Taveri.

Il futuro sarà una nuova sfida con Morbidelli, l'italo brasiliano che lotta con lui per il titolo della Moto2 e sarà il suo compagno - e primo rivale - l'anno prossimo. Il futuro sarà capire anche cosa farà l'attuale team svizzero della Moto2, sostenuto economicamente da Olivier Métraux. Che dopo aver creduto in Aegerter ed averlo visto "defenestrato" per puntare su Lüthi, rischia di perdere la passione ed il sostegno di colui che più ha dato per lo sport svizzero a due ruote motorizzate negli ultimi anni. Lüthi in MotoGP è il coronamento di un sogno e di una carriera. L'apice per il nostro paese in questa disciplina ormai diventata planetaria. Iscritta al ballo dei grandi sport. Ma anche il rischio del canto del cigno per uno sport che in Svizzera, tra leggi che vietano le corse e ipocrisie, ha davanti un futuro più arido e nebuloso che mai.


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01:41

MotoGP, il servizio su Thomas Lüthi (Telegiornale 23.08.2017, 20h00)

RSI Sport 23.08.2017, 21:25

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