Qualifiche da rivedere, gara decisamente più spettacolare. Il fine settimana di Melbourne ha mostrato le prime criticità e i primi punti di forza del nuovo ciclo regolamentare. Tutto gravita essenzialmente attorno alla parte elettrica della power unit, croce e delizia di questo inizio della nuova era. Ma partiamo dall’aspetto più negativo del fine settimana, le prove ufficiali. Il giro di qualifica è l’essenza del motorsport, dovrebbe essere il momento in cui i piloti spremono al massimo la vettura e sfruttano ogni centimetro della pista per firmare il miglior tempo.
Non è stato il caso, almeno in questo primo appuntamento, in Australia, dove i piloti erano costretti a rallentare prima di alcune curve per ricaricare il pacco batterie e poter sfruttare il motore elettrico sul dritto. Nell’era recente non era mai successo che dopo un cambio regolamentare le nuove monoposto prendessero 3 secondi e mezzo sul giro secco da quelle di vecchia generazione. È pur vero che è solo l’inizio e che l’Albert Park è un circuito in cui sono pochi i tratti in cui è possibile ricaricare, ma non è accettabile che i piloti della massima categoria del motorsport non riescano a toccare il limite in qualifica.
Il giudizio sul Gran Premio è invece l’opposto: eccezionale! Così tanti sorpassi come capitato nei primi giri tra due contendenti alla vittoria non si vedevano da parecchio tempo. E in totale sono stati 120, molti di più rispetto ai 45 dello scorso anno. Charles Leclerc ha paragonato l’overtake mode ai funghi di Mario Kart, ma ben vengano queste soluzioni regolamentari se il risultato è questo. La complicata gestione del motore elettrico ha creato un’ulteriore variabile che fa discutere e non è apprezzata da tutti, ma che alla prima uscita ha regalato vero spettacolo. Per un giudizio definitivo, però, serviranno ancora alcune gare.
F1, la battaglia tra Charles Leclerc e George Russell nel GP d'Australia (LA2 Sport Live 08.03.2026, 04h50)
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Rete Uno Sport 08.03.2026, 10:02
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