Dall'inviato a Pechino Marcello Ierace
Cercate la pista da sci più ripida che conoscete. Partite e chiudete gli occhi. Anzi, no. Non fatelo. Nessuno può fare una discesa con gli sci a cento chilometri orari senza vedere la pista. Be' proprio nessuno, no. C'è chi lo fa: Giacomo Bertagnolli, ad esempio, e come lui tutti gli altri atleti impegnati nello sci alpino alle Paralimpiadi nella categoria Vision Impaired (non vedenti e ipovedenti). Il 23enne di Cavalese, nel Trentino, è una sorta di enfant prodige, un fenomeno che, già quattro anni fa a PyeongChang, quando di anni ne aveva 19, si è messo al collo ben quattro medaglie paralimpiche, di cui due d'oro (slalom e gigante). Qui a Pechino si sta ripetendo alla grande, con due medaglie già conquistate in questi primi giorni di gara: argento nel super G e oro nella supercombinata. Se a poi questo aggiungiamo le dieci medaglie conquistate nei diversi Mondiali a cui ha partecipato, ci si rende conto della caratura dell'atleta, nonostante la giovanissima età.
Ipovedente dalla nascita a causa di un'atrofia del nervo ottico, Bertagnolli è un fiume in piena. Sulle piste così come davanti al microfono. Un entusiasmo che gli permette anche di affrontare con impressionante coraggio sfide che potrebbero sembrare impossibili. "La paura ho imparato a gestirla negli anni, gara dopo gara, caduta dopo caduta - ci ha raccontato - Il fatto di non vederci è uno stimolo ulteriore a darsi da fare anche se il limite da superare è sempre più difficile".
Bisogna sempre provarci perché gli altri non aspettano te
Giacomo Bertagnolli
Alla sua seconda Paralimpiade, Giacomo Bertagnolli ha pure avuto l'onore del ruolo di porta bandiera durante la cerimonia d'apertura: "Adesso posso dirlo, già che parlo con la Svizzera e non con l'Italia... Quando mi è arrivata la telefonata da Roma stavo arrampicando e stavo facendo sicura al mio amico... È stato un momento davvero incredibile". Il ragazzo trentino è un personaggio totale e quindi anche con un notevole seguito sui social media. "È un ruolo molto importante - continua Bertagnolli - Serve a fare vedere alle persone il nostro mondo, tutta la fatica che ci mettiamo. Tanta gente si sta appassionando ed è interessata a capire com'è la vita di tutti giorni degli atleti. Anche perché l'unica parte che manca allo sport paralimpico ormai è solo il grande pubblico. Ma sta arrivando anche quello".
La cerimonia di apertura me la sono goduta dal primo all'ultimo passo
Giacomo Bertagnolli

Paralimpiadi 2022, l'intervista a Giacomo Bertagnolli (09.03.2022)
RSI Sport 09.03.2022, 06:00
