La prima rete elvetica
La prima rete elvetica (Keystone)

Ancora una volta decisivo è il powerplay

Svizzera nuovamente trascinata dalle strepitose Alina Müller e Florence Schelling

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Dall’inviato a PyeongChang Andrea Torreggiani

Importante, e meritatissimo, successo della Svizzera, che ha chiuso in testa al Gruppo B a punteggio pieno e che sabato nei playoff affronterà una tra Finlandia e la squadra delle Atlete Olimpiche dalla Russia.

Game winner: come già era accaduto contro il Giappone, la Svizzera ha deciso la partita in suo favore grazie al powerplay. Se da un lato ciò è incoraggiante, perché il gioco in superiorità numerica funziona, dall’altro preoccupa, perché a parità di effettivi sul ghiaccio le ragazze di Daniela Diaz non sono riuscite a concretizzare le moltissime occasioni da gol che si sono create.

Top player: a soli 19 anni, Alina Müller è davvero una spanna sopra tutte le sue compagne di squadra. L’argoviese, che in tre partite ha già segnato la bellezza di sei reti, ha talento in tutto, dai movimenti alla visione di gioco, dal tiro al pattinaggio. Menzione d’onore però ancora una volta anche per il portiere Florence Schelling, che con due parate strepitose una dopo l’altra ha tenuto il punteggio sullo 0-0 nel primo tempo. Per la 28enne due sole reti subite in tre incontri e record olimpico di vittorie, nove.

Time out: durante le Olimpiadi le TV fanno a gara per proporre i commentatori e gli ospiti più importanti. Presenza fissa al Kwandong Hockey Centre per un’emittente sportiva della Svezia è Peter Forsberg, che viene ritenuto l’attaccante svedese più forte della storia. Il 44enne, soprannominato Foppa, nella sua carriera, chiusa nel 2011, ha vinto due ori olimpici, due titoli mondiali e due Stanley Cup, ciò che gli ha permesso di entrare nel Triple Gold Club.

 

Legato alla diretta di Svezia - Svizzera del 14.02.2018

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